di Luca Talotta Quando arriva la fine dell’anno ogni studente sa già, bene o male, se è stato bravo o meno. E se avrà esami di riparazione da sostenere o meno. Per il Milan la stagione non è ancora conclusa ma, di fatto, l’intera truppa rossonera è già sotto esame. Prove di maturità e di conferma, un po’ per tutti: per il tecnico Stefano Pioli, che sebbene appaia saldamente sulla sua panchina è ben conscio che l’eventuale non qualificazione alla prossima Champions League rimetterebbe in discussione tutto, anche il suo futuro; ma prove di maturità anche per chi, in quest’ultimo...

di Luca Talotta

Quando arriva la fine dell’anno ogni studente sa già, bene o male, se è stato bravo o meno. E se avrà esami di riparazione da sostenere o meno. Per il Milan la stagione non è ancora conclusa ma, di fatto, l’intera truppa rossonera è già sotto esame. Prove di maturità e di conferma, un po’ per tutti: per il tecnico Stefano Pioli, che sebbene appaia saldamente sulla sua panchina è ben conscio che l’eventuale non qualificazione alla prossima Champions League rimetterebbe in discussione tutto, anche il suo futuro; ma prove di maturità anche per chi, in quest’ultimo periodo, sta deludendo: è il caso di Calhanoglu, sul quale pende anche la pesante Spada di Damocle di un contratto in scadenza e non ancora rinnovato. Ma è il caso anche di Zlatan Ibrahimovic: del quale ancora manca comunicazione ufficiale del rinnovo (ma, stante i rumors, dovrebbe trattarsi di mera formalità), ma che ultimamente si è concentrato spesso su attività extra campo piuttosto che di quelle di natura calcistica. Ed è chiaro che mai come in questo momento il Milan abbia bisogno dei gol del suo fuoriclasse, il quale ultimamente sembra un po’ aver perso smalto e brillantezza: una sola rete negli ultimi due mesi di Serie A (quella contro la Fiorentina), dopo un periodo dove aveva di certo trainato comunque la carretta rossonera. Serviranno soprattutto i suoi gol in questo finale di stagione, già a partire dalla gara di oggi contro il Parma, squadra alla quale ha già segnato 10 reti in 12 gare (è l’avversario contro il quale ha la media gol più alta) ma che non riesce a ‘bucare’ ormai da nove anni.

Di certo a far gioco per Stefano Pioli sarà anche la ritrovata abbondanza un po’ in tutti i reparti: il Milan, in questa stagione, ha pagato dazio spesse volte e il tecnico emiliano, per diversi mesi, si è ritrovato a far di conto per mandare in campo una formazione. Ora, invece, potrà sfruttare a pieno le potenzialità della propria rosa per ottenere il risultato più importante: la vittoria in più gare possibili da qui alla fine della stagione, per poter strappare il fondamentale pass di qualificazione alla prossima Champions League. In un momento come questo, serve unità d’intenti: "Abbiamo più idee sia dall’inizio che a gara in corso. Avere più soluzioni è sempre positivo" l’ammissione del tecnico. Che, con i ritorni tra i titolari di Leao, Mandzukic e Brahim Diaz, avrà anche maggiori carte da poter giocare in fase offensiva. Per un Milan che vuole chiudere il prima possibile il capitolo Champions League: Parma, Genoa e Sassuolo, nell’ordine, sono le prossime sfide, tutte alla portata, dei rossoneri. Serviranno assolutamente tre vittorie, possibilmente convincenti, per proseguire la stagione con calma e senza apprensione, per avvicinarsi alla parte finale dove, tra le altre, il calendario ha previsto due veri e propri spareggi Champions contro Juventus e Atalanta, con la sfida agli orobici programmata proprio all’ultima giornata di campionato.