Tensione, stress e fatica post-partita. Ma non solo, anche insulti e minacce di morte in caso di sconfitta. È questa la triste routine cui è sottoposta ogni tennista nell’era dei social network. Insulti e offese di stampo sessista e a volte anche razzista a portata di smartphone. "Ora riceverò nove milioni di minacce di morte e...

Tensione, stress e fatica post-partita. Ma non solo, anche insulti e minacce di morte in caso di sconfitta. È questa la triste routine cui è sottoposta ogni tennista nell’era dei social network. Insulti e offese di stampo sessista e a volte anche razzista a portata di smartphone.

"Ora riceverò nove milioni di minacce di morte e quant’altro". Così la statunitense Shelby Rogers, numero 43 del mondo, ha dichiarato dopo la sua sconfitta al quarto turno degli Us Open contro la rumena Emma Raducanu (6-2; 6-1).

Come se un’eliminazione da un torneo dello Slam non fosse già abbastanza frustrante, la tennista ha dichiarato di convivere ormai da tempo con questa situazione: "A questo punto della mia carriera, direi che ci sono abituata. Vorrei che i social media non esistessero".

Quello della Rogers non è però un problema isolato. Di recente sempre più giocatrici hanno fatto presente quanto i social network possano essere fonte di insulti. Sloane Stephens, in seguito alla sua eliminazione dal torneo di Flushing Meadows al terzo turno contro le Kerber, ha dichiarato di essere diventata bersaglio di insulti razzisti e sessisti: "È difficile leggere messaggi del genere" ha commentato la giocatrice in una storia Instagram dove mostrava alcune delle offese ricevuti dopo la sconfitta, aggiungendo di aver ricevuto più di duemila messaggi.

Le osservazioni delle due americane non hanno lasciato indifferente la Wta che fa sapere di essere al lavoro sulla questione attraverso una società di valutazione e gestione del rischio, la Theseus. "Theseus e la Wta lavorano con le piattaforme dei social media per chiudere gli account quando giustificato e, se possibile, informare le autorità locali", ha affermato la Wta.

f. m.