Alcune cose a commento della settimana Ferrari in pista. Sono considerazioni spicciole ma possono avere un senso mentre si avvicina una stagione di F1 che si annuncia, purtroppo, di nuovo molto difficile. Prima riflessione. A Maranello non tutto è da buttare. L’Accademia per giovani piloti funziona. Carletto Leclerc rappresenta il simbolo di un investimento avviato a suo tempo...

Alcune cose a commento della settimana Ferrari in pista. Sono considerazioni spicciole ma possono avere un senso mentre si avvicina una stagione di F1 che si annuncia, purtroppo, di nuovo molto difficile. Prima riflessione. A Maranello non tutto è da buttare. L’Accademia per giovani piloti funziona. Carletto Leclerc rappresenta il simbolo di un investimento avviato a suo tempo dall’ingegner Luca Baldisserri, il tecnico di fiducia di Schumi senior, e poi portato avanti da Massimo Rivola (oggi capo della Aprilia). La “scuola”, diretta nel presente da Marco Matassa, sta seguendo anche la crescita di Mick Schumacher.

Proprio l’immagine del figlio d’arte, che ieri mattina ha aggiunto un’altra cinquantina di giri alle fatiche del giovedì, ha catturato l’attenzione della tifoseria. Le testimonianze di affetto sono persino commoventi: del resto il padre ha cambiato la storia del Cavallino.

Ma, attenzione, possono anche rivelarsi una arma a doppio taglio. Conviene dunque essere espliciti: al debutto nei Gran Premi con la Haas, per Mick sarà difficilissimo entrare in zona punti. In Ferrari ne sanno consapevoli e infatti stanno giustamente cercando di contenere gli eccessi di euforia. Servirà un buon lavoro in termini di comunicazione: speriamo bene.

Resta da aggiungere che sulla macchina 2021, la Rossa che dovrà provare a risalire la china, eh, le indicazioni sono scarne e non necessariamente entusiasmanti.

La power unit è stata rifatta, c’è qualche perplessità sugli scarichi, comunque non eguaglierà le prestazioni del motore Mercedes. Sul telaio ci sono stati interventi in materia di cambio e poco altro, le norme federali sono rigide. È libera invece la aerodinamica ma qui le premesse non sono stimolanti. Arriveranno nuovi ingegneri, almeno un paio, ma saranno operativi solo dal 2022, nel rispetto delle clausole sul divieto di concorrenza.

Leclerc e Sainz daranno il massimo: su questo, per fortuna, non ci sono dubbi.