di Gianmario Bonzi Avete presente una Marta Bassino, solo un tantino più veloce? D’accordo, le caratteristiche tecniche e fisiche sono ben diverse, ma il risultato è lo stesso perché uguale è la virtù principale, quella di saper decelerare il meno possibile nei tratti più difficili della pista, gigante o discesa che sia. Ieri servivano "sciabolate morbide", data la neve molto meno compatta rispetto a Kranjska Gora, e Sofia Goggia dalla Val d’Astino, classe 1992, ha impugnando l’arma (leggi gli sci) al meglio, infilzando ancora tutte le sue avversarie, con autorevolezza e precisione. Sì,...

di Gianmario Bonzi

Avete presente una Marta Bassino, solo un tantino più veloce? D’accordo, le caratteristiche tecniche e fisiche sono ben diverse, ma il risultato è lo stesso perché uguale è la virtù principale, quella di saper decelerare il meno possibile nei tratti più difficili della pista, gigante o discesa che sia. Ieri servivano "sciabolate morbide", data la neve molto meno compatta rispetto a Kranjska Gora, e Sofia Goggia dalla Val d’Astino, classe 1992, ha impugnando l’arma (leggi gli sci) al meglio, infilzando ancora tutte le sue avversarie, con autorevolezza e precisione.

Sì, è lei la regina della velocità nella stagione 2020-2021, per una serie entusiasmante di vittorie in discesa che aspettavamo da qualche anno, dopo il trionfo olimpico e le fratture in serie. La giornata di venerdì ha richiesto parecchio "impegno" fisico alle atlete: causa neve caduta in mattinata, abbondantemente prevista, la partenza è stata rinviata di tre ore per ripulire il tracciato (cosa riuscita male agli organizzatori, va detto) con lo start abbassato al superG, 5 porte più in basso.

Poco male: i passaggi chiave della Mont Lachaux c’erano comunque tutti, solo che andavano affrontati con una velocità leggermente ridotta rispetto alle prove. La bergamasca, scesa col pettorale n.9, sapeva perfettamente cosa fare: uscita con la massima velocità possibile dalla zona della "compressione" e dalla "Bosse du President", nella parte alta del tracciato, l’unica veramente ripida, perché la velocità raggiunta in quel punto si portava poi fino al traguardo. Compito svolto in pieno da Sofia, che ha chiuso un 1’10”10, dando anche la sensazione di maggior sicurezza rispetto al recente passato. Seconda, e unica vicina, Ledecka, terza, come sempre quest’anno, l’americana Johnson. Morale, fanno 10 vittorie per Sofia in carriera, in doppia cifra per successi come solo Compagnoni (16), Kostner&Brignone (15). Non solo: tre discese consecutive non le aveva mai conquistate nessuna atleta prima in Italia e oggi (via alle 10, diretta Rai Sport ed Eurosport, neve permettendo), potrà concedere il bis.

Per l’Italia femminile, 99 successi in Coppa (oggi cifra tonda?), 7 successi, 12 podi e 29 piazzamenti tra le prime 10 classificate in 17 gare quest’anno, mai accaduta prima. Così Sofia: "Non mi aspettavo di vincere, scendendo ho sentito tanto vento e le condizioni erano veramente variabili (la gara infatti non è stata uguale per tutte, NdC). In questo momento riesco a esprimermi bene in discesa nonostante abbia ancora margine, ho un ottimo set up con i materiali e sci veloci (come del resto le atlete salite sul podio, tutte griffate Atomic, NdC). Comunque, mi serviva una campana da mettere al collo della mucca vinta in Val d’Isère...". Ed eccola! Così le altre azzurre: 9ª Federica Brignone, 10ª una splendida Nadia Delago, al primo risultato tra le dieci in carriera, 12ª Elena Curtoni, 15ª Laura Pirovano, senza punti Bassino (che aspettiamo domani in superG) e Melesi, fuori Marsaglia.