23 mar 2022

Elmas uomo-simbolo: squalificato, ma ci sarà

Spalletti ha rigenerato il talento del Napoli: che però non giocherà. Il ct comunque lo chiama lo stesso, convinto di andare in finale

paolo franci
Sport

di Paolo Franci

DIavolo di uno Spalletti. Che c’entra Lucianone da Certaldo, direte voi? C’entra, c’entra. Perché fino al suo sbarco a Napoli, Eljif Elmas pareva uno di quei fiori che difficilmente sarebbero sbocciati nel nostro campionato. E invece Spalletti il ’resuscitatore’ - a Napoli ha rigenerato, oltre a Elmas anche Malcuit, Rrahmani, Juan Jesus, Lobotka, Petagna - lo ha tirato fuori dallo stagno dell’inconcludenza delle due precedenti stagioni e lo ha trasformato in un giocatore importante. Di più, in uno che cambia le partite, addirittura.

Elmas è l’uomo in più della Macedonia del Nord che a questi livelli non s’era mai visto, anche se- buona notizia - contro di noi non ci sarà per squalifica: però è talmente leader, importante, imprescindibile che il ct Milevski lo ha convocato lo stesso. Perchè? Chiaro, spera di eliminare l’Italia e poterlo schierare contro Portogallo e Turchia. Certo, la storia recente e non solo quella, dice che una squadra come l’Italia campione d’Europa non può e non deve temere i macedoni. Rispettarli però sì.. Perché come saggiamente ricorda il ct Mancini,, sulla carta ci può anche essere un divario evidente, certo, però poi si scende in campo e c’è la partita, che è tutta un’altra storia.

Si diceva di Elmas, sangue turco che risale ai tempi in cui la Macedonia era provincia nella dominazione Ottomana, nato a Skopje dove torna spesso per depredare i vassoi della pasticceria di famiglia. A questo ragazzo del ’99 ex trequartista e ora centrocampista offensivo che sa cambiare faccia a una partita, tocca l’eredità pesante di Goran Pandev. Cioè, il leader tecnico è lui e l’anzianità non gli manca: 37 presenze con nove gol. E la Macedonia del Nord ha giù compiuto una grandissima impresa, qualificandosi per la prima volta alla fase finale dell’Europeo vinto dall’Italia e, così come accade in ogni paese dei Balcani, è la gente, è appartenenza perché da quelle parti, si sa, il calcio è (anche) politica. E non è un caso che Pandev, che ha lasciato la Nazionale dopo gli europei, dopo aver segnato il gol che ha qualificato la squadra alla fase finale di Euro2020 contro la Georgia ai Playoff abbia dichiarato: "Questa è una vittoria per il nostro popolo".

L’allenatore di questo miracolo balcanico è Blagoja Milevski, 50 anni, ct della nazionale dallo scorso agosto quando è subentrato a Igor Angelovski. Milevski è stato promosso dall’Under 21, non ha un gran pedigree, ma idee chiare. Dal punto di vista tattico è senza dubbio un italianista vecchia maniera, pur giocando con un 4-3-3 che potrebbe far pensare a Zeman o Sarri. Niente di tutto questo. Milevski gioca con una difesa ancorata là dietro, protetta da tre centrocampisti molto stretti davanti all’ultima linea difensiva e gli esterni che aiutano in difesa ma devono essere pronti a far ripartire gli attaccanti. Una volta si chiamava catenaccio e contropiede, per capirci.

Il picco di talento è a centrocampo, dove Enis Bardhi, giocatore raffinato che sta facendo assai bene col Levante, ha il compito di alzare il livello offensivo. Sugli esterni troviamo l’ex Palermo Trajkovski e il classe duemila Churlinov dello Schalke 04.

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