di Luca Talotta Una gara da dentro o fuori, una sfida dove il Milan vive di una certezza assoluta. Riassunta, paradossalmente, dalle parole di un avversario, Mateus Uribe: "Sappiamo quello che vale Ibrahimovic, ma una squadra non è formata da un solo giocatore". Nella frase del centrocampista colombiano del Porto c’è tutto quello che servirà stasera al Diavolo per provare a fare risultato al Dragao: giocare da squadra e, qualora dovesse servire, usare...

di Luca Talotta

Una gara da dentro o fuori, una sfida dove il Milan vive di una certezza assoluta. Riassunta, paradossalmente, dalle parole di un avversario, Mateus Uribe: "Sappiamo quello che vale Ibrahimovic, ma una squadra non è formata da un solo giocatore". Nella frase del centrocampista colombiano del Porto c’è tutto quello che servirà stasera al Diavolo per provare a fare risultato al Dragao: giocare da squadra e, qualora dovesse servire, usare l’ariete svedese sul finire di gara, per provare a portare a casa tre punti che potrebbero mantenere ancora viva la fiammella di una possibile qualificazione agli ottavi di finale di Champions League.

Che sia dura è chiaro: il Milan lo sa come sa benissimo che il doppio confronto col Porto sarà decisivo. Senza dimenticare che il Porto è abituato a giocare la Champions, è una squadra di alto livello e di fronte si troverà un Diavolo uscito ko da due gare giocate quasi alla pari con Atletico Madrid e Liverpool. E lo farà senza il suo ariete, Ibra: "Zlatan sta bene, ma sabato ha giocato solo 15 minuti. Credo che potremo alzare il suo minutaggio ma ancora non è pronto per partire dall’inizio", l’ammissione di Stefano Pioli. Lo svedese, però, ha voglia ancora di stupire e di diventare il più anziano marcatore in una gara di Champions. Perché con un gol diventerebbe il giocatore più vecchio di sempre a timbrare nel torneo più prestigioso (considerando ovviamente anche la vecchia Coppa Campioni). Attualmente il recordman è Willy Olsen, che nel 1960 segnò all’Ajax con la maglia del Fredrikstad a 39 anni e 218 giorni. Di certo l’aver giocato appena 43 minuti in stagione, ad oggi, non è un vantaggio per lui. Che lo sa benissimo come lo sa anche Pioli, che molto probabilmente sia aggrapperà all’inizio all’estro e all’esperienza di Giroud per poi provare, in caso di necessità, la carta Ibrahimovic. Il quale vuole tornare a dimostrare, anche fuori dal panorama italiano, di essere ancora un giocatore di caratura mondiale.

Per i rossoneri sarà ancora un volta emergenza. Perché stasera non saranno in campo Maignan, Plizzari, Mirante, Theo Hernandez, Rebic, Brahim Diaz, Messias, Florenzi e lo squalificato Kessie. Senza dimenticare Castillejo, Conti e Pellegri, non iscritti alla lista della Champions, per un totale di ben dodici giocatori.