di Leo Turrini Ancora loro. Come due pugili abbracciati sul ring in un corpo a corpo che non conosce soste, Lewis Hamilton e Max Verstappen continuano a rifilarsi simbolicamente botte da orbi. Mentre gli altri osservano, come muti sparring partner. Ieri a Portimao, nelle prove libere del Gran Premio del Portogallo, ha prevalso il campione in carica. La Mercedes del sette volte iridato ha preceduto di 143 millesimi la Red Bull dell’olandese volante....

di Leo Turrini

Ancora loro. Come due pugili abbracciati sul ring in un corpo a corpo che non conosce soste, Lewis Hamilton e Max Verstappen continuano a rifilarsi simbolicamente botte da orbi. Mentre gli altri osservano, come muti sparring partner.

Ieri a Portimao, nelle prove libere del Gran Premio del Portogallo, ha prevalso il campione in carica. La Mercedes del sette volte iridato ha preceduto di 143 millesimi la Red Bull dell’olandese volante.

L’impressione, da fuori, è che sia minima la differenza tra le due vetture. Hamilton deve padroneggiare una monoposto che ancora segnala piccoli problemi al retrotreno. Verstappen è aiutato da una macchina che compensa con una straordinaria efficacia aerodinamica quelli che potrebbero essere i limiti di potenza del motore Honda.

Ma siamo lì e dunque la...pugilistica situazione di equilibrio accentua la responsabilità di chi sta al volante. Questo, in Formula Uno, non accadeva da tempo: per parecchie stagioni Hamilton praticamente è andato a spasso, potendo contare su una supremazia tecnologica persino imbarazzante.

Il Duello è una benedizione per l’automobilismo moderno: per carattere, esuberanza e talento Verstappen è il candidato perfetto alla successione del Re. Deve però mettere pressione ad Hamilton, fargli sentire il fiato sul collo.

Tra oggi (qualifiche dalle 16) e domani (partenza del Gran Premio del Portogallo sempre alle 16, tutto in diretta Sky) ne sapremo di più.

La Rossa. Alle spalle degli Sfidanti, la Ferrari cerca di ritagliarsi uno spazio non da comparsa. Ieri quarto tempo per Sainz e settimo posto per Leclerc.

L’obiettivo del Cavallino è mettersi davanti alle McLaren dell’emergente Norris e del l’oriundo Ricciardo. Se il Cavallino si insediasse stabilmente al terzo posto tra i Costruttori, il povero Mattia Binotto puntellerebbe la scricchiolante panchina.

Nel valutare presente e prospettive della Rossa, occorre tenere presente un particolare: ieri in Portogallo c’erano una dozzina di macchine racchiuse in meno di un secondo!

Tradotto: al minimo errore rischia di precipitare da una potenziale terza fila alla settima. Diventa quindi fondamentale riuscire ad ottimizzare tutto. Il verbo (ottimizzare) è brutto, ma in questo la Ferrari dei tempi d’oro, quella di Todt e di Schumi, era maestra.

Buon week end.