di Riccardo Galli Tony e Valentino. Basta il nome. Sì, solo e soltanto il nome per identificarli, fotografarli, metterli accanto e rivedere emozioni senza tempo. Tony e Valentino sono due leggende, Leggende con la elle maiuscola, sia chiaro, e insieme – forse per uno scherzo del destino, o forse no – un giorno dell’estate appena finita hanno deciso di vincere la loro gara più difficile: decidere e accettare di spengere il motore e scendere dalla loro moto dopo l’ultima bandiera a scacchi di questo 2021. Tony Cairoli è il motocross come Valentino Rossi è il Motomondiale. Due vite a mille all’ora, due vite che si sovrappongono e che hanno in comune un numero ora magico, ora segnato da un piccolo-grande rimpianto: il numero 9. Nove come i Mondiali di cross vinti da Cairoli (con il decimo ancora possibile grazie a una classifica); nove come i titoli che Rossi si è portato a casa in ogni classe del Motomondiale. Dove...

di Riccardo Galli

Tony e Valentino. Basta il nome. Sì, solo e soltanto il nome per identificarli, fotografarli, metterli accanto e rivedere emozioni senza tempo.

Tony e Valentino sono due leggende, Leggende con la elle maiuscola, sia chiaro, e insieme – forse per uno scherzo del destino, o forse no – un giorno dell’estate appena finita hanno deciso di vincere la loro gara più difficile: decidere e accettare di spengere il motore e scendere dalla loro moto dopo l’ultima bandiera a scacchi di questo 2021.

Tony Cairoli è il motocross come Valentino Rossi è il Motomondiale. Due vite a mille all’ora, due vite che si sovrappongono e che hanno in comune un numero ora magico, ora segnato da un piccolo-grande rimpianto: il numero 9.

Nove come i Mondiali di cross vinti da Cairoli (con il decimo ancora possibile grazie a una classifica); nove come i titoli che Rossi si è portato a casa in ogni classe del Motomondiale. Dove sta il rimpianto? In quel 10 che, almeno per Rossi, rappresenta e rappresentava la stella di un pacchetto di risultati senza limiti. Senza confini.

Vite parallele, vite sfociate in un’amicizia che Tony e Valentino raccontano con entusiasmo e conservano con gelosia. Rossi che decide di chiudere con le corse (sulle due ruote) il 5 agosto, Cairoli che in qualche modo lo imita, anzi lo segue, un mesetto più tardi.

"Voglio dedicarmi alla mia famiglia", è stata una delle motivazioni, forse la vera motivazione, che Cairoli ha messo sul piatto dell’annuncio che lascia il motocross in un vuoto assordante, Il vuoto del suo campione più forte che nel 2022 non ci sarà più. Tony, sposato e con un figlio di due anni, aveva iniziato a pensare che il 2021 poteva essere il suo ultimo anno da numero uno, in inverno. Probabilmente proprio mentre, a qualche chilometro di distanza dalla sua Sicilia, dunque zona-Tavullia e dintorni, Rossi stava valutando una decisione fotocopia.

Anche lui, Vale perché a un certo punto, accanto alla vittorie, ai trionfi e ai record, devi mettere la famiglia. E la famiglia non può stare su un piano parallelo ma deve prendersi la scena principale. E Valentino aveva deciso di diventare papà. Quale scena migliore e più importante anche di un altro (comunque impossibile) Mondiale da conquistare?

"Ve lo devo proprio dire – eccolo l’annuncio con cui Cairoli ha mandato in pensione la sua Leggenda, non prima di vincere domenica il Gp delle Nazioni con l’Italia a Mantova –: non è stata una decisione facile da prendere, ma è arrivato il momento giusto per chiudere un capitolo della mia vita e aprirne un altro, non può essere sempre Velocità, Fango e Gloria. Non mi sono mai fermato a pensare come sarebbe stato questo momento e ora fa un po’ impressione essere qui davanti a questa decisione". Applausi e sensazioni forti. Perché nel motocross nessuno ha fatto come lui e nessuno, almeno al momento, può permettersi la prospettiva di diventare in qualche modo il suo erede.

Lui, il più forte al mondo, il più ’cattivo’ di tutti. Sì, ancora una volta come Valentino.

Rossi ha ricevuto il messaggio dell’amico, del campione e ha risposto così: "Abbiamo avuto una carriera molto simile – sono parole di Vale –. Tony ha fatto la differenza nel cross per molto, molto tempo. Ha vinto nove campionati ed è stato dominante per stagioni intere, gara dopo gara, senza mollare mai".

"E’ stato un grande piacere seguirlo – aggiunge col cuore Rossi –. E’ un peccato, forse, perchè Tony è ancora veloce. Ma penso che anche il cross sia molto difficile. Ha corso per 18 anni, quindi sono con lui e gli auguro buona fortuna per il resto della sua vita".

Il presente di Cairoli si chiama Motocross delle Nazioni (a Mantova) dove "davvero – dice – non pensavo di poter essere dopo la brutta caduta in Sardegna, la settimana scorsa", ma è sul suo futuro che vale la pena di andare a guardare. Il futuro di Tony, proprio come quello di Rossi, non potrà essere tutto e del tutto lontano dalla competizione. Dalle velocità. Così, mentre Valentino sta per ufficializzare il suo sbarco sulle quattro ruote, nel campionato Gt Endurance, ecco che Cairoli si prepara a diventare (probabilmente) la bandiera più bella e coinvolgente della Dakar 2022. Si vede nel deserto, magari ancora in sella – fedelissimo – a una Ktm, Tony, si vede lì pronto a combattere come sempre. Come un guerriero che ha scelto sì di stare più vicino alla famiglia ma ogni tanto deve tornare dove lo porta il cuore.

"Non sarà facile dopo 18 anni non avere più il calendario della stagione come punto di riferimento", ha raccontato, ma Cairoli come Rossi vuole questo. Le Leggende possono tutto. Le Leggende sono tutto. Proprio come Vale, proprio come Tony.