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PAOLO FRANCI
Sport

La coda del Diavolo colpisce anche Mou

Roma in vantaggio con Abraham al 94’, ma Saelemaekers gela l’Olimpico con il pari al 97’: tutto aperto per la Champions

La coda del Diavolo colpisce anche Mou
La coda del Diavolo colpisce anche Mou

di Paolo Franci

La prova provata è proprio lì, in quel super gol di Saelemaekers quando il cronometro non ne poteva più. Perché in quel risveglio improvviso, la scossa di Leao e il guizzo benedetto del belga, c’è la partita immaginata, quella che ci si aspettava da chi – diamine, chi non ne sentirebbe il peso?! – ha in testa il Derby dei Mondi, che si scrive con la maiuscola e non c’è bisogno di spiegarne il motivo. E’ chiaro che le gambe, l’allenatore, l’ambiente ti spingano a venire a Roma e giocartela a mille contro un avversario che ha più cerotti che giocatori. Poi però c’è la testa e il fatto che ogni tanto si tinga di nerazzurro, pensando alla semifinale del secolo, è nelle cose più logiche. E inevitabili.

I guizzi un po’ da piacione di Leao, soprattutto, hanno dato l’idea che se il Milan avesse spinto l’avrebbe forse portata a casa, ma giocarla sotto ritmo come hanno fatto le due squadre era, lo ripetiamo, nella partita immaginata alla vigilia. Una partita col pieno di distrazioni, perché la Roma ha la sua semifinale e perché c’è mica solo il Derby dei Mondi con cui fare i conti.

Dalla parte di Pioli, il mondo si dilata fino a Lisbona - pensando all’interminabile novella del rinnovo di Leao e alla trattativa con lo Sporting –, rimbalza nell’america di Cardinale che si specchia in quella di Friedkin e poi torna a Milano dove tutto e tutti trattengono il respiro per ’Quella’ partita. Dall’altra parte c’è Mou che dovrà fare una chiamata al Trap e farsi dare la leggendaria boccetta d’acqua benedetta. Col Feyenoord ha perso Smalling e Wijnaldum, a Bergamo Dybala e Llorente, ieri Kumbulla e Belotti. La grande moria dei centrali lo inguaia per la semifinale contro il Leverkusen. Sì, la testa dei romanisti è alle cose tedesche e anche qui è inevitabile.

E allora, in questa partita da Google Maps, succede che nel primo tempo Cristante salvi alla grande su densa incursione di Calabria e Abraham lo faccia su gol fatto di Pellegrini, trovandosi sulla traiettoria. Nella ripresa l’idea che il pari possa andare a entrambe è tipo fissa del vecchio Totocalcio, fino al lampo di Celik, combattente turco che se l’è giocata bene dalla parte dei diavoli del diavolo, Theo & Leao, fino a inventare quell’azione pazzesca (con spintarella di Mancini in avvio di azione) che sembrava aver mandato in paradiso Abraham. E alla fine, invece, oltre il recupero, arriva il fulmine portoghese che crossa perfetto là dove i romanisti latitano e Saelemaekers la mette dentro. La Roma protesta per una spinta di De Keteleare a Cristante, Orsato sorvola, mentre nella curva milanista sventola la bandiera col Joker e il suo beffardo sorriso che, per un istante, è sembrato quello di Pioli.