Per una volta, in conferenza stampa, Jurgen Klopp non la butta ironia e tralascia le battute. Infatti il manager del Liverpool (nella foto) va dritto al sodo e dice che se c’è anche il minimo rischio che al ritorno in Gran Bretagna dagli impegni in marzo con le rispettive nazionali i suoi giocatori...

Per una volta, in conferenza stampa, Jurgen Klopp non la butta ironia e tralascia le battute. Infatti il manager del Liverpool (nella foto) va dritto al sodo e dice che se c’è anche il minimo rischio che al ritorno in Gran Bretagna dagli impegni in marzo con le rispettive nazionali i suoi giocatori vengano messi in quarantena, allora farà in modo che il club non li lasci andare. Secondo le disposizioni anti-Covid attualmente in vigore nel Regno Unito, chiunque provenga da paesi che fanno parte della ‘Red List’ sanitaria deve obbligatoriamente sottoporsi a quarantena di dieci giorni in una stanza d’albergo.

Al Liverpool il discorso riguarderebbe i brasiliani Alisson, Fabinho e Firmino e il portoghese Diogo Jota. In realtà la Fifa ha detto che i calciatori delle nazionali sono dispensati da certi obblighi, ma in Gran Bretagna non tutte le autorità locali la pensano così, da qui la presa di posizione di Klopp, che parla prima della sfida con il Chelsea.

"Io comprendo le esigenze delle varie federazioni nazionali – dice – ma questo è un periodo in cui non si può far felici tutti, e bisogna tenere conti che i giocatori sono pagati dai club. Quindi i club stessi devono essere la priorità. Penso che tutte le società siano d’accordo su questo – continua Klopp – perché hanno tutte lo stesso problema e non possono far andare i calciatori come se niente fosse. Non possiamo lasciarli andare e poi trovarci in una situazione a causa della quale debbano stare dieci giorni in quarantena: non è proprio possibile".