Kalidou Koulibaly festeggia il gol che ha deciso Napoli-Juventus nel finale
Kalidou Koulibaly festeggia il gol che ha deciso Napoli-Juventus nel finale
di Paolo Franci "Dobbiamo vincere in Champions". Max Allegri si lancia oltre la crisi dei suoi, troppo esperto per non sapere che il ‘brain wash’, il lavaggio del cervello quando ogni certezza è sgretolata da errori e sconfitte, non può far altro che rima con vittoria. Una sola magari. E non serve neanche che sia convincente, a Malmoe. Perchè per ora, tutto il resto è tragedia ed errori talmente grossolani e in serie che a tutto penseresti tranne che al mondo Juve. E quanto suona involontariamente autoironica quell’uscita di Max sul suo portiere: "Szczesny ha parato poco e niente... ". E già. D’accordo, ok, il...

di Paolo Franci

"Dobbiamo vincere in Champions". Max Allegri si lancia oltre la crisi dei suoi, troppo esperto per non sapere che il ‘brain wash’, il lavaggio del cervello quando ogni certezza è sgretolata da errori e sconfitte, non può far altro che rima con vittoria. Una sola magari. E non serve neanche che sia convincente, a Malmoe. Perchè per ora, tutto il resto è tragedia ed errori talmente grossolani e in serie che a tutto penseresti tranne che al mondo Juve. E quanto suona involontariamente autoironica quell’uscita di Max sul suo portiere: "Szczesny ha parato poco e niente... ". E già.

D’accordo, ok, il Napoli ha giocato un gran bel secondo tempo e si ritrova in testa alla classifica a +8 dalla Juve, con il morale a mille per aver battuto la Grande Nemica di sempre. Sì ma lo ha fatto come se fosse un gioco di maree. Man mano che la Juve arretrava, anche per la disabitudine al campo di alcuni dei suoi, il Napoli prendeva campo fino a schiacciare il nemico attorno alla propria area.

Eppure s’era messa così bene vero Max? Manolas, il solito Manolas che spesso approccia con una certa presunzione ai suoi mezzi tecnici, regala quel pallone a Morata in modalità squaletto di barriera, di quelli che mordono e mordono e mordono. Da lì, tutto gira come deve per Max e solo un miracolo di Ospina nega il bis a Kulusevski - a proposito: grande impatto il suo - e a una Juve scolastica per semplicità: 4-4-2, la coperta di Linus quando c’è da starsene lì parecchio rimaneggiati E la Juve lo era, senza tango nè samba - la lista di assenti e acciacchiati è arcinota, da Dybala fino a Cuadrado - e soprattutto, con la miccia corta per alcuni ragazzi che non vedono il campo con continuità, da quel Pellegrini affondato dai crampi a De Sciglio e non solo. Alibi tanti, ma strafalcioni ancor di più. E Max non può che ammettere: "Ci condizionano gli errori". Gravi, gravissimi, come la paperazza di Szczesny, un’altra dopo l’Udinese, che parte plastico e finisce gatto di piombo sullo straccio bagnato di Insigne. O come Kean: ma che diavolo voleva fare? Ok, Rabiot gli salta davanti ma lui colpisce verso la porta! Mah. E ora la classifica è un macigno anche se, come dice Max "ho avuto momenti peggiori" (vero) e "C’è tempo, siamo solo alla terza, zitti e lavorare e comunque la squadra ha fatto un passo in avanti". Allegri però non è sembrato tranquillissimo nel prosieguo. Tra lui e Luciano Spalletti c’è stato un piccolo diverbio negli spogliatoi dopo la conclusione della partita. Quando i due tecnici si sono incrociati mentre uno usciva e l’altro entrava in sala stampa, l’allenatore della Juventus ha ripreso quello del Napoli per aver ‘fatto casino’ con l’arbitro. "Questa roba - ha replicato Spalletti - non si può sopportare, ditemi quando l’avrei fatto". In sala stampa poi l’allenatore del Napoli ha spiegato: "Non mi aspettavo questa reazione di Allegri, sono andato a rincorrerlo nello spogliatoio all’inizio e alla fine del match. Sono andato verso di lui in panchina, poi alla fine è andato via senza salutarmi. Ho sempre perso, una volta che vinco mi vieni a fare la morale?".