Gianmarco Marchini

Hanno avuto tutti la grande occasione per rimediare. Era lì, a portata di smartphone, ma nessuno l’ha colta. Lasciata a terra come un pallone sporco di fango. Sarebbe bastato dire (o twittare): "Mi scuso per lo spettacolo indegno che abbiamo offerto, mi vergogno per tutti". Il primo arrivato avrebbe fatto un figurone: ma all’appuntamento con il buon senso non si è presentato nessuno. Sono rimasti tutti rintanati dietro le loro posizioni, tutte indifendibili per un motivo o per un altro. Ognuno con la propria verità in tasca (bucata, ovviamente). Da Ibra-Lukaku al Conte-Agnelli, in pochi giorni il calcio ha partorito uno splendido spot: per le altre discipline però. Abbattuti i recinti della decenza, sono usciti fuori i riti voodoo, le madri, le mogli, gli spari in testa, il dito medio e mandrie di "vaffa". Scene che, a confronto, il salotto del Grande Fratello Vip sembra una riunione del CERN di Ginevra.

Gli stadi vuoti hanno amplificato la vergogna facendola risuonare forte dentro le nostre case, davanti ai nostri ragazzi a cui fino a ieri compravamo la maglia di questo o quell’altro campione, nella speranza la sfoggiassero al parco e a scuola, per il nostro orgoglio. Facciamo tutti una bella cosa: da domani sostituiamo quelle maglie con delle belle t-shirt colorate di Spiderman o di Batman. Perché loro, sì, sono supereroi di cui ci si può fidare.