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30 mag 2022
leo turrini
Sport
30 mag 2022

Gp Monaco, l'autogol della Ferrari e il limite psicologico

Ormai da molti, troppi anni la Ferrari non lotta per il titolo mondiale. La Red Bull invece sì. I Bibitari hanno metabolizzato il terribile duello con la Mercedes di Hamilton. In breve: sanno come si fa. E poi c'è la questione Sainz

30 mag 2022
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Monaco's Formula One driver Charles Leclerc of Scuderia Ferrari talks with Scuderia Ferrari team principal Mattia Binotto following Free Practice 1 of the Formula One Grand Prix of Miami at the Miami International Autodrome in Miami, USA, 06 May 2022.  ANSA/SHAWN THEW
Ferrari, Mattia Binotto e Charles Leclerc (Ansa)
Monaco's Formula One driver Charles Leclerc of Scuderia Ferrari talks with Scuderia Ferrari team principal Mattia Binotto following Free Practice 1 of the Formula One Grand Prix of Miami at the Miami International Autodrome in Miami, USA, 06 May 2022.  ANSA/SHAWN THEW
Ferrari, Mattia Binotto e Charles Leclerc (Ansa)

Perdere fa sempre male.
Nella vita.
E in F1.

Perdere a Montecarlo avendo due macchine in prima fila, ancora al comando quando inizia la girandola dei cambi gomme, non fa male.
Fa malissimo.

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In Ferrari sanno perfettamente di avere sbagliato. A caldo Mattia Binotto ha parlato di “uno o due errori”, mentre il povero, incolpevole Carletto Leclerc ha sfogato la delusione con frasi tanto accorate quanto veritiere.
Adesso si susseguono le riunioni a Maranello. Sono stati riesaminati tutti i dati della domenica del suicidio “imperfetto”. Audio tra piloti e muretto Rosso compreso.
Sommessamente, io credo che all’origine dell’autogol monegasco ci sia anzitutto un limite psicologico.
Mi spiego.

Ormai da molti, troppi anni la Ferrari non lotta per il titolo mondiale. 
La Red Bull invece sì.
I Bibitari hanno metabolizzato il terribile duello con la Mercedes di Hamilton.
In breve: sanno come si fa.

A Montecarlo hanno lanciato l’amo, con la sosta anticipata di Perez.
E qualcuno, di Rosso vestito, ha ingurgitato esca, amo, lenza, canna e pescatore.
Il risultato è noto.

L’altra questione ha un nome e un cognome.
Carlos Sainz.
È bravo, lo spagnolo.
E non accetta di essere il numero due di Leclerc.
È un suo diritto, ci mancherebbe.
Ma può la Ferrari permettersi di dividere energie e risorse tra due piloti, in un contesto equilibrato come quello del 2022?
È una domanda difficile, forse senza risposte.

Nel frattempo, suggerisco un bel corso di pesca sportiva per lo staff dell’amico Binotto, cui resta il merito di aver confezionato una Ferrari bellissima.
Che ha il dovere di continuare a credere nel titolo. A patto di non sbagliare più…

Gp di Monaco, le pagelle di Leo Turrini

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