Ferrari, Charles Leclerc e Sebastian Vettel (foto Ansa)
Ferrari, Charles Leclerc e Sebastian Vettel (foto Ansa)

Roma, 24 settembre 2019 - Meglio dirlo subito. Non sarà semplice. Anzi, per Mattia Binotto sono in arrivo forti... emicranie: gestire due campioni come Seb Vettel e Carletto Leclerc, il Vecchio e il Giovane, un pluricampione del mondo e il Fenomeno 4.0, ecco, gestirli sarà un’impresa. Eppure, se c’è una persona che può governare una situazione del genere, beh, questa persona di cognome fa Binotto e di nome Mattia.

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La storia. In Ferrari non di rado le coppie troppo forti sono scoppiate. Tra Prost e Mansell, nel 1990, finì a schifio. Lauda e Regazzoni si sopportavano a stento. E forse non a caso l’epoca aurea del Cavallino, quella di Schumi, prevedeva una regola ferrea, per quanto non scritta: in famiglia comandava Michael e stop, con buona pace delle aspirazioni del numero due di turno.

Il presente. Con Vettel e Leclerc, il Cavallino viaggia su un terreno inesplorato. I due si stimano e collaborano, ma prima di tutto sono rivali. Amici mai, come cantava Antonello Venditti. All’inizio della stagione, giustamente Binotto aveva garantito la priorità al tedesco, in ossequio al curriculum. Ma Carletto si è messo ad andare talmente forte da vanificare qualunque ipotesi di strategia. E il capo del reparto corse si è intelligentemente adeguato alla nuova realtà.

Gli screzi. In pista, fin qui, tra il Vecchio e il Giovane nulla è accaduto di irreparabile. Anzi, in gara in Belgio Vettel ha dato prontamente strada a Leclerc, che era più veloce, proteggendone poi la fuga dalla rimonta di Hamilton. Il sabato di Monza, invece, qualcosa si è guastato. Binotto a fine qualifiche ha pacatamente rimproverato Carletto per aver disatteso gli accordi. Il monegasco doveva tirare la scia al tedesco. Non lo ha fatto e si è goduto la pole, poi nobilitata alla domenica da una vittoria sontuosa. Seb ci è rimasto male e ha chiesto un chiarimento. Non troppo soddisfacente, per quel che se ne sa.

E adesso? A Singapore a lamentarsi è stato Charles, per la strategia che ha propiziato il sorpasso vincente di Vettel. Di nuovo Binotto si è vestito da pompiere, circoscrivendo l’incendio. E Leclerc ha compreso che una doppietta Ferrari, attesa da oltre due anni!, non poteva essere pretesto per una polemica. Ma non c’è dubbio che da qui in avanti Mattia sarà costretto alle fatiche del diplomatico. Il capo è sincero quando sostiene che "governare i piloti è l’ultimo dei miei problemi". E non ha torto quando ribadisce "siamo una squadra e l’interesse della Scuderia viene prima di tutto e di tutti". Avendo lavorato con personaggi come Jean Todt, Stefano Domenicali, Marco Mattiacci e Maurizio Arrivabene, di sicuro Binotto conosce la materia. Buona fortuna. Mi sa che ne avrà bisogno.

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