Ferie al mare (Archivio)
Ferie al mare (Archivio)

Bruxelles, 30 maggio 2018 – Gli eredi di un lavoratore deceduto hanno il diritto di reclamare la corresponsione dell’indennità per le ferie non godute (per ragioni indipendenti dalla propria volontà). Ecco un principio che presto la Corte di Giustizia europea potrebbe confermare: per ora si tratta solo della valutazione dell’Avvocato generale Ue, ma è noto che gran parte delle conclusioni degli avvocati generali della Corte diventano poi sentenza. Il caso ha origine in Germania e ha coinvolto due vedove, Elisabeth Bauer e Martina Borßonn, di Wuppertal, che avevano chiesto agli ex datori di lavoro dei rispettivi mariti l’ammontare dell’indennità per ferie non godute mai percepito quando i coniugi erano in vita. L’interesse per i due casi deriva anche dal fatto che sono coinvolti l’amministrazione comunale di Wuppertal, quindi un ente pubblico, e una società privata, l’impresa Technische Wartung und Instandsetzung Volker Wilmeroth, specializzata in riparazioni di macchinari. Quando le due vedove reclamarono l’indennità, sia il Municipio di Wuppertal che la Twi, risposero picche. Di qui il ricorso al giudice. La Corte Federale del lavoro tedesca però ha chiesto subito alla Corte europea di Giustizia di interpretare alla luce dei casi la direttiva sull’orario di lavoro e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che sanciscono il diritto di ogni lavoratore ad un periodo di ferie retribuite.

Il dilemma sul tavolo era il seguente: secondo la giurisprudenza della Corte è già chiaro che la direttiva Ue impedisce norme o prassi in base alle quali il diritto alle ferie annuali retribuite si estingue senza dare diritto all’indennità pecuniaria. Ciò che è incerto è se tale compensazione può confluire nella cosiddetta “massa ereditaria”. Secondo il diritto tedesco no. L’Avvocato generale Yves Bot ritiene che debba essere seguita la giurisprudenza: il diritto Ue non ammette norme nazionali che impediscano di corrispondere l’indennità agli eredi. In sostanza, per l’Avvocato generale della Corte, la signora Bauer può senz’altro far valere il proprio diritto all’indennità per cui il giudice federale dovrà “disapplicare qualsiasi disposizione contraria”. Più complesso il caso della signora Broßonn, perché il coniuge era dipendente di una società privata. Infatti, secondo la giurisprudenza della Corte, una direttiva non può essere fatta valere in quanto tale nei confronti di un soggetto privato davanti a un giudice nazionale.

Tuttavia, il diritto alle ferie annuali retribuite non è soltanto un principio del diritto sociale della Ue di particolare importanza, ma deve essere considerato “diritto sociale fondamentale a pieno titolo”. Ciò implica che la Carta dei diritti “può essere invocata in una controversia fra privati ai fini della disapplicazione di norme nazionali che abbiano l’effetto di privare un lavoratore del diritto a un periodo annuale di ferie retribuite”. D’altra parte, il principio in gioco è così “imperativo e autosufficiente” che non richiede l’adozione di alcun atto integrativo per produrre direttamente effetti nei confronti dei singoli.