2 apr 2022

Deferite Juve e Napoli: solo multa?

La Procura federale manda a processo 11 club per i valori anomali delle cessioni: ecco cosa rischiano

Paolo Franci

Ieri la Procura federale ha fatto un passo avanti nell’affaire plusvalenze: undici club deferiti, tra cui Juventus, Napoli, Genoa, Empoli e Sampdoria, che andranno a processo sportivo per illecito amministrativo. E con i club, finiranno alla sbarra anche 61 tesserati tra dirigenti e amministratori delle soicietà coinvolte.

Ai club di Serie A coinvolti viene contestato il mancato rispetto dell’articolo 31 comma 1 del Codice di giustizia sportiva, che punisce "la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Covisoc e dagli altriorgani di controllo della Figc". Una violazione di tale articolo che si è concretizzata attraverso manovre contabili ritenute illecite dagli 007 federali, fino al deferimento per "l’avere contabilizzato nelle relazioni finanziarie plusvalenze e diritti alle prestazioni dei calciatori per valori eccedenti quelli consentiti dai principi contabili". E cioè il ’giochino’ del valore di alcuni calciatori gonfiato ’a specchio’ tra il club che acquista e quello che vende, così da far quadrare i conti e con valutazione dei calciatori stessi - in alcuni casi anche semisconosciuti - ritenuti oltre il credibile. Il punto, però è e resta, guardando ai vecchi casi di plusvalenze: chi può decidere con certezza quale sia il valore di un giocatore, al punto da prefigurare una violazione delle regole?

Cosa rischiano Juventus e Napoli? Il mancato rispetto del comma 1 dell’articolo 31 recita chiaramente: "La società che commette i fatti di cui al presente comma è punibile con la sanzione dell’ammenda con diffida". Diversa invece la posizione per i tesserati e, in particolare per i dirigenti, che possono andare incontro anche ad una significativa squalifica.

Gli altri club deferiti sono Pisa e Parma attualmente in serie B, Pro Vercelli in Lega Pro e Novara e Chievo che però sono fuori dal processo (veneti falliti, Novara non iscritto in Serie C) . Per il Parma e il Pisa la situazione è particolarmente delicata. Gli 007 federali contestano infatti la violazione dell’articolo 31 comma 2, addebito molto più pesante, che punisce i club che: "mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, ovvero mediante qualsiasi altra attività illecita o elusiva, tenta di ottenere od ottenga l’iscrizione a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa".

E qui la faccenda si fa molto, molto seria. Perchè gli uomini della Procura contestano ai due club di aver taroccato i conti così da poter ottenere l’iscrizione ai campionati. Una delle violazioni più gravi, con un tariffario pesantissimo. Le sanzioni prevedono dalla penalizzazioni di punti in classifica - per il Pisa sarebbe un disastro, essendo in lotta per la promozione - fino alla retrocessione e all’esclusione del campionato. Le società e i dirigenti sono stati deferiti per responsabilità diretta, così come previsto dall’articolo 6 del Cgs.

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