Cristiano Ronaldo (Lapresse)

Valencia, 19 settembre 2018 - Rigore è la parola chiave per la Juventus nella sua prima di Champions League. Rigore come quello, anzi, quelli trasformati da Pjanic. Due, a cavallo fra primo e secondo tempo, che di fatto spianano la strada verso la vittoria per 2 a 0. Ma rigore inteso pure come rigidità mentale, quella che i giocatori di Allegri mantengono dopo l'espulsione, a dir poco contestabile, di Cristiano Ronaldo, cacciato per una tirata di capelli all'ex Inter Murillo. Il portoghese abbandona disperato il campo, ma Madama non si scompone, andando a concretizzare l'assedio della prima mezz'ora con la doppietta di Pjanic, che regala ai suoi tre punti importantissimi in ottica ottavi di finale, suggellati pure dalla parata di Szczesny sul rigore di Parejo all'ultimo secondo.

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QUANTE OCCASIONI - Allegri conferma il 4-3-3, tornando a schierare dal primo minuto i vari Chiellini, Pjanic e Bernardeschi, tutti e tre a riposo contro il Sassuolo. 4-4-2 invece per Marcelino, con l'ex bianconero Neto in porta, mentre Kondogbia non recupera dall'infortunio alla caviglia. Partono forte i padroni di casa che provano a mettere pressione ai campioni d'Italia: il primo tiro verso i pali è di Guedes, con la deviazione di Chiellini a mandare la sfera in angolo. La risposta degli ospiti non si fa attendere: bello lo spunto sulla sinistra di Bernardeschi che salta due uomini, mette in mezzo per Ronaldo che in qualche modo fa da sponda per Mandzukic, la cui sforbiciata finisce clamorosamente alta.

ESPULSO RONALDO - Allegri chiede pazienza, la Signora lo accontenta e non forza il ritmo, anche perché la difesa degli spagnoli concede eccome. Incredibile l'occasione sprecata da Khedira al 16', che smarcato dal tocco di Cancelo non riesce a inquadrare la porta. La Juve è irresistibile sull'out mancino: cross velenoso di Alex Sandro, ma Bernardeschi prima e Matuidi poi si fanno murare da Neto e da Murillo. Dopo l'avvio sfacciato, i padroni di casa si rintanano nella loro metà campo, lasciando il possesso agli avversari. Al 30' però ecco l'episodio che cambia completamente la gara, con Ronaldo espulso per un presunto contatto a palla lontana con Murillo.

PJANIC DI RIGORE - CR7 esce fra le lacrime e i fischi del Mestalla. Il Valencia si galvanizza allora, Batshuayi spaventa Szczesny, ma la sfuriata della squadra di Marcelino dura lo spazio di un attimo. Madama torna infatti a rendersi pericolosissima e proprio in chiusura di frazione Cancelo, dopo la traversa colpita, si guadagna rigore per intervento scellerato di Parejo. Pjanic non trema dagli undici metri, mandando a riposo la Juve avanti. La ripresa inizia esattamente come si era chiuso il primo tempo, ossia con un penalty in favore dei bianconeri. Questa volta è Bonucci decisivo nell'occasione: il difensore è bravo a far vedere la trattenuta, subito sanzionata dall'arbitro Brych, di Murillo ai suoi danni. Sul dischetto si presenta nuovamente Pjanic, che raddoppia con estrema freddezza.

Da qui in avanti la Signora arretra inevitabilmente il proprio baricentro. Le energie calano in casa dei piemontesi, che si stringono a protezione della propria porta. Soler impegna Szczesny, mentre Rodrigo pecca di mira. Il tempo trascorre e la Juve potrebbe pure triplicare con il neo entrato Douglas Costa, stoppato da Neto. Il muro bianconero non crolla nemmeno all'ultimo secondo, quando Parejo potrebbe dimezzare lo svantaggio dagli undici metri, ma Szczesny è reattivo e mette anche la sua firma sulla vittoria.
Alice Campello (Instagram)