Se i sogni nascono all’alba, lo fanno anche gli incubi. Quelli ricorrenti da Covid, tali da mettere in bilico il prossimo campionato di Serie A: un torneo deputato a voltare pagina dopo il dramma infinito e i vincoli che anche lo sport ha dovuto rispettare, e invece ancora impigliato nei rischi e nei timori del virus. Altri positivi ieri, oltre al tecnico del Bologna Sinisa Mihajlovic: Erick Pulgar e Simone Ghidotti della Fiorentina, asintomatici e posti subito in isolamento. Contagi illustri del nostro pallone che fanno seguito ai quattro del Cagliari (Filip Bradaric, Kiril Despodov, Alberto...

Se i sogni nascono all’alba, lo fanno anche gli incubi. Quelli ricorrenti da Covid, tali da mettere in bilico il prossimo campionato di Serie A: un torneo deputato a voltare pagina dopo il dramma infinito e i vincoli che anche lo sport ha dovuto rispettare, e invece ancora impigliato nei rischi e nei timori del virus.

Altri positivi ieri, oltre al tecnico del Bologna Sinisa Mihajlovic: Erick Pulgar e Simone Ghidotti della Fiorentina, asintomatici e posti subito in isolamento. Contagi illustri del nostro pallone che fanno seguito ai quattro del Cagliari (Filip Bradaric, Kiril Despodov, Alberto Cerri e Luca Ceppitelli), a quelli del portiere della Roma Antonio Mirante e degli attaccanti di Sassuolo e Napoli Jeremie Boga e Andrea Petagna, oltre ai due del Torino e a quello del Benevento emersi senza i relativi nomi. Altri tre infetti, poi, nella Spal appena retrocessa dalla massima serie.

Solo in parte conforta che praticamente tutti i giocatori contagiati negli ultimi giorni siano asintomatici. E’ sotto gli occhi di tutti come il virus viaggi ancora spedito, dribblando qualsiasi differenza sociale e colpendo al cuore anche il nostro calcio. E pure quello degli altri: ieri è risultato infetto anche Miralem Pjanic, appena passato dalla Juve al Barcellona. La speranza di tutto il sistema è che la lista dei positivi si fermi o per lo meno non s’impenni, senza seguire quella linea esponenziale che rappresenta lo spettro di ogni ondata epidemica.

Sull’opportunità di far ripartire il campionato (l’inizio è fissato al 19 settembre) già si dividono i pareri degli esperti. "Siamo preoccupati", ha detto il medico del Bologna e rappresentante dei responsabili sanitari dei club di A, Gianni Nanni. Mentre per Walter Della Frera, rappresentante Aic nella Commissione medica Figc, "era abbastanza attesa questa impennata al rientro dalle vacanze dei calciatori. Ma tutto è ancora sotto controllo". Solo nelle prossime settimane si potrà sapere di più sul futuro prossimo del nostro calcio. L’unico strumento per mantenere in linea di galleggiamento la Serie A è costituito dal protocollo operativo, che prevede un tampone ogni 4 giorni per giocatori e staff tecnici. Ma la Federazione vorrebbe che questi esami fossero meno frequenti, proponendo invece un aumento dei test sierologici. In Francia, dove le Ligue 1 è già iniziata, le squadre possono scendere in campo solo se i contagiati complessivi non superano i tre fra i tesserati.

Probabile che in caso di un aumento considerevole dei positivi all’interno delle squadre, le società si ritroverebbero a chiedere di rimandare l’inizio del torneo. Un campionato che si è voluto incardinare a stretto giro dopo una stagione totalmente anomala, quella passata, anche per tenere in piedi la complessa struttura del calcio con i suoi delicati snodi tra club, coppe e nazionali. E con gli Europei 2021 all’orizzonte. Già oggi si radunano Juve, Sassuolo e Napoli per la preparazione. Ma c’è un nemico invisibile che può sfuggire ai calcoli e a ogni tattica.