Calhanoglu (LaPresse)
Calhanoglu (LaPresse)

Ferrara, 26 maggio 2019 – Per quasi un’ora il Milan accarezza il sogno di tornare in Champions, ma alla fine deve arrendersi e accontentarsi di un pass per l’Europa League: i contemporanei successi di Inter e Atalanta permettono infatti alle due formazioni nerazzurre di entrare in Europa dalla porta principale, relegando la squadra di Gattuso al quinto posto finale. Ai rossoneri non è quindi bastato il pirotecnico 3-2 portato a casa contro una Spal mai doma e capace, grazie a Vicari e Fares, di colmare il 2-0 messo a segno dai rossoneri con un fulmineo uno-due firmato da Calhanoglu e Kessiè tra il 18° e il 23°. Proprio il centrocampista ivoriano, al 66°, ha chiuso i conti, mettendo il punto esclamativo sul match e trasformando il penalty guadagnato pochi istanti prima da Piatek. Sforzi che però, come detto, non sono bastati per rendere realtà le speranze dei tanti tifosi rossoneri di rivedere in Champions il Milan che quindi deve forse mordersi le mani per i tanti punti lasciati per strada contro squadre non di prima fascia.  

Gattuso opta per l’ormai consueto 4-3-3 e conferma l’undici titolare che nelle ultime uscite ha portato a casa punti pesanti. Prova ad andare sul sicuro anche Semplici che si affida al collaudato 3-5-2 e alla fine sceglie di far partire Marko Jankovic (che era in lizza per un posto dal primo minuto) dalla panchina. La prima occasione del match è di marca rossonera e capita al 5° minuto sui piedi di Piatek che, pescato in profondità da Borini, costringe Viviano a rifugiarsi in corner. La Spal prova subito a voltare pagina e ad alzare la pressione sui portatori di palla rossoneri guadagnando terreno, ma è sempre il Milan ad incidere maggiormente con le ripartenze: da una di esse, al 10°, nasce l’occasione di Calhanoglu che da fuori area crea nuovi grattacapi a Viviano. Qualche istante più tardi ci riprova anche Piatek che su cross di Rodriguez impatta di testa la palla ma non trova la porta avversaria. È il preludio al gol dell’1-0 che arriva al 18° e porta la firma di un Calhanoglu, molto in palla, che su cross  basso di Kessié fa centro con un preciso diagonale che si insacca alla destra di Viviano. La gioia del vantaggio viene però parzialmente lenita dall’infortunio muscolare occorso a Donnarumma ad inizio azione. Giusto il tempo di far entrare Reina al posto del giovane portiere rossonero, che il Milan rialza la testa e trova subito il raddoppio grazie a Kessié che al 23°, su suggerimento di Rodriguez, infila il pallone sotto l’incrocio dei pali della porta dei ferraresi. La Spal incassa, sale di colpi e cinque minuti più tardi trova su palla inattiva il primo, vero guizzo della sua serata: Vicari, sugli sviluppi di una punizione battuta in maniera perfetta da Murgia, trafigge di testa Reina con un colpo di testa accorciando le distanze. Un gol che galvanizza i biancoazzurri che provano a riprendere l’iniziativa del gioco facendo girare il pallone con velocità e precisione. Con il passare dei minuti però l’onda emotiva dei ferraresi perde vigore e il Milan prova ad approfittarne con Calhanoglu che al 43° calcia un potente destro da fuori area, che sibila vicino al palo della porta difesa da Viviano. È l’ultimo sussulto di un primo tempo che si chiude dopo ben quattro minuti di recupero.

La Spal torna in campo con il giusto piglio, spinge con convinzione e al 49° sfiora il pari con un colpo di testa di Fares che non riesce a dare la giusta forza alla palla. L’algerino si fa però perdonare al 53°, quando raccoglie alla perfezione un traversone di Cionek e segna il 2-2 di testa, proprio mentre a Reggio Emilia l’Atalanta ribalta la situazione contro il Sassuolo passando in vantaggio. Gli estensi prendono sempre più coraggio e al 58° ci riprovano con una combinazione tra Petagna e Valoti che manda però la palla contro l’esterno della rete. Sul ribaltamento di fronte è il Milan a farsi rivedere dalle parti di Viviano con Calhanoglu, il quale tenta il colpaccio non trovando però lo specchio della porta. Gattuso prova allora a mischiare le carte gettando nella mischia Cutrone al posto di Abate, alla sua ultima apparizione in rossonero. Una mossa che si rivela azzeccata e scuote il Milan che al 63° passa di nuovo in vantaggio: Cionek stende Piatek in area procurando un rigore che Frank Kessié trasforma spiazzando Viviano e firmando la sua personale doppietta. La reazione della Spal non si però attendere più di tanto: la squadra di Semplici va infatti di nuovo vicina al gol con l’ex rossonero Petagna che disorienta Romagnoli ma spedisce il pallone sopra lo specchio della porta milanista. Al 70° su respinta di Reina prova a rendersi pericoloso anche Murgia che calcia però sul fondo. Gli estensi ci credono e continuano a lottare su ogni pallone e a spingere sulle fasce. Il Milan però, fatto tesoro di quanto successo in precedenza, tiene alta la concentrazione, si copre inserendo Conti al posto di Borini e 78° arriva ad un passo dal 4-2 grazie a Suso che impegna Viviano con un sinistro al volo velenosissimo. Con il passare dei minuti la stanchezza aumenta, le squadre si sfilacciano e il Milan prova a trarne vantaggio cercando di tenere la palla lontano dalla propria area. Cosa che non riesce all’89° quando Floccari stacca di testa su un corner battuto dal solito Murgia e scheggia il montante della porta di Reina facendo correre un brivido sulla schiena dei rossoneri che, passata l’ondata, riescono a rifiatare e a condurre in porto la vittoria che risulta però vana in chiave Champions per via dei successi di Inter e Atalanta.