Arkadiusz Milik (Ansa)
Arkadiusz Milik (Ansa)

Napoli, 16 settembre 2020 - Adesso l'epilogo della lunga telenovela estiva è davvero vicino: Arkadiusz Milik è a un passo dalla Roma, ponendo così fine a un teso tira e molla che rischiava di terminare nel peggiore dei modi per il Napoli.

Il polacco non aveva nascosto l'intenzione di aspettare gennaio per legarsi a un'altra squadra, scenario che avrebbero portato zero euro nelle casse del club partenopeo. Per fortuna di Aurelio De Laurentiis si è sbloccato l'effetto domino tra gli attaccanti che coinvolge diverse società: dalla Juventus passando per il Barcellona e arrivando appunto a Roma e Napoli. Il mancato approdo di Luis Suarez a Torino ha portato la Vecchia Signora a virare su Edin Dzeko, con la conseguente caccia dei giallorossi a un nuovo bomber: la ricerca ha condotto a Milik, reputato un affare in base al rapporto tra qualità e prezzo. La scadenza del contratto del polacco fissata nel 2021 snellisce infatti sia i costi sia i tempi dell'operazione: il dettaglio non è sfuggito né alla Roma né a De Laurentiis, costretto ad accettare condizioni inferiori a quelle sognate. Non i 50 milioni inizialmente chiesti ma 3 per il prestito, più 15 per il riscatto e 7 di bonus che scatteranno al verificarsi di determinate condizioni: si va dal primo punto conquistato dalla Roma nel 2021, scenario non proprio complicato da realizzarsi, al numero di gol che metterà a segno Milik. Non solo: nel computo del riscatto potrebbe essere inserito il cartellino di un giovane giallorosso, con Devid Bouah in pole position.

Se ne saprà di più ad acquisto ultimato, ma intanto si può certificare già la fine dell'avventura in azzurro del polacco, che nella Capitale guadagnerà 4,5 milioni più 500mila euro di bonus e un eventuale ulteriore premio qualora vincesse la Scarpa d'Oro. Insomma, c'è aria di progetto ambizioso all'orizzonte per Milik, che saluterà Napoli dopo 4 anni a luci e ombre vissuti tra confronti pesanti da sostenere, gravi infortuni e, in generale, la perenne sensazione di non essersi mai calato realmente in una realtà esigente che non si è fatta conquistare nemmeno da un ottimo score di 48 reti e 5 assist in 122 presenze. Qualcosa è andato storto nel rapporto a fasi alterne tra il polacco e il capoluogo campano, città che notoriamente, al di là dei gol, si innamora di giocatori più veraci e passionali. E' stato così per Gonzalo Higuain, è ancora così per Dries Mertens e chissà se sarà lo stesso per Victor Osimhen, che sembra aver imboccato la strada giusta.