Stasera la finale di ritorno di Copa Libertadores River Plate-Boca Juniors
Stasera la finale di ritorno di Copa Libertadores River Plate-Boca Juniors

Milano, 9 dicembre 2018 - L'ora è scoccata: stasera River Plate e Boca Juniors si giocano la Copa Libertadores 2018. La cornice sarà di quelle d'eccezione, anche se la scelta di disputare la partita al Santiago Bernabeu ancora fa discutere. A parlarne è stato il doppio ex Cesar Luis Menotti, commissario tecnico dell'Argentina campione del Mondo nel '78. "Il Santiago Bernabeu è uno scenario di lusso, ma non c’entra con queste partite. River e Boca sono grandissimi in Sud America e non appartengono all’Europa. Tutto ha perso di interesse - il suo pensiero al quotidiano iberico As - Qualche settimana fa in Argentina c’era un pullulare di magliette, tutti erano felici… Oggi il clima si è raffreddato. Non credo che UEFA o FIFA porteranno mai al Monumental una finale di Champions League tra Real e Barcellona se i tifosi prima hanno lanciato delle pietre".

CONTRO GLI ORGANIZZATORI - Non si nasconde Menotti, riconoscendo nella Federazione il grande colpevole. "La colpa è tutta degli organizzatori, il River non c’entra, né il Boca e ancora meno i tifosi che sono i veri danneggiati. La colpa è di chi dovrebbe occuparsi della sicurezza della città - sottolinea - L’attacco a un pullman da parte di quattro disadattati è sempre successo ovunque… È capitato in Spagna e in tutte le parti del mondo. La cosa più grave è che un derby di questa importanza non si giochi dove era previsto. Mi sembra una follia. Si sarebbe dovuto giocare nella casa dei Millonarios".

IL PRESIENTE DEL RIVER ATTACCA - D'accordo con Menotti è il presidente del River, Rodolfo D'Onofrio, che a El Pais ha definito la sua squadra "una vittima. Abbiamo impedito a 66.000 tifosi, persone provenienti da tutta l'Argentina e del mondo, di vedere questa finale, e ora abbiamo portato lo spettacolo a 10.000 km di distanza", la considerazione del numero uno dei Millonarios.

Non sembrano però essersi scoraggiati i sostenitori del Boca Juniors, che in queste ore hanno riempito e colorato le vie di Madrid. "Non importa il campo dove giochiamo", il coro intonato dai tifosi degli Xeneizes. Fra qualche ora, la palla passerà ai giocatori. Le proteste, le critiche, i rinvii: tutto sarà in secondo piano di fronte allo spettacolo del Superclasico. E viene da dire per fortuna.