Petrachi parla del suo rapporto con la Roma
Petrachi parla del suo rapporto con la Roma

Roma, 17 novembre 2020- Mentre la Roma è ancora alla ricerca del profilo perfetto per ricoprire la carica di direttore sportivo, Gianluca Petrachi si è esposto attraverso un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport dove ripercorre tutte le tappe che lo hanno portato alla separazione con i giallorossi.

Il rapporto con Zaniolo

"Cos’è successo nel mio allontanamento? Succede che non sono un diplomatico. Non ci so fare nelle relazioni. Non telefono ai direttore, non mi concedo. Non è nelle mie corde" dichiara Petrachi, sempre contestato nella sua esperienza alla Roma per i modi duri avuti durante alcune conferenze stampa. E il rapporto con Zaniolo si è incrinato proprio per il suo eccesso di franchezza: "Gli ho detto che doveva tirare fuori la sua anima guerriera, non quella mondana. Uno come me si odia o si ama. Avrei potuto essere più morbido nei modi, cercare di farmi conoscere meglio. La verità è che provai ad allontanare qualche gola profonda da Trigoria e fu subito la guerra. A cominciare da certi giornalisti".

Le critiche a Pallotta e il possibile ritorno alla Roma

Non sono mancate anche critiche verso l'ex presidente della Roma, James Pallotta: "Pallotta è un uomo intelligente. Un visionario. Ma il calcio è un mondo a sé. Si è fidato troppo di persone sbagliate. Pallotta oggi si è forse reso conto di quante menzogne gli hanno detto su Petrachi. Pallotta, in un’intervista, cita e ringrazia tutti tranne me. Una provocazione. Da lì, il mio messaggio: una protesta, ma anche un grido d’aiuto. Volevo un chiarimento da uomo a uomo. Sono molto orgoglioso, non ho più sentito nessuno".

Diverso invece il rapporto con i Friedkin che ha conosciuto lo scorso dicembre in occasione di un pranzo: "Mi sembrarono entusiasti di comprarsi la Roma. Trovo molto positiva la loro presenza. Per un calciatore conta molto vedere il capo che ti ha scelto e ti paga". Petrachi non esclude un possibile ritorno alla Roma, ama questa volta alle sue condizioni: "Se mi richiamassero? Spiegherei alla nuova proprietà le mie ragioni. Dovessi rientrare sarei felice ma, devo essere sincero, non lo farei a qualunque condizione. Io non cambio. Petrachi deve fare Petrachi".

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