Napoli-Arsenal, la rabbia di Insigne
Napoli-Arsenal, la rabbia di Insigne

Napoli, 19 aprile 2019 - Doveva essere la serata del riscatto e della rimonta, invece quella di ieri è diventata il simbolo di un ciclo che a Napoli potrebbe essere vicino alla conclusione: nonostante la fascia di capitano da poco ereditata da Marek Hamsik, il futuro di Lorenzo Insigne appare sempre più lontano dal capoluogo campano.

LA RICOSTRUZIONE - Oltre al danno della netta e meritata eliminazione dall'Europa League per mano dell'Arsenal, gli azzurri si ritrovano infatti a fare i conti con l'ennesimo screzio tra il folletto di Frattamaggiore e la tifoseria partenopea. Andiamo con ordine. Minuto 60 della sfida valida per i quarti della seconda competizione più importante del nostro continente: con i Gunners in vantaggio grazie alla punizione trasformata da Lacazette e il destino della sua squadra quasi segnato, Carlo Ancelotti prova a sparigliare le carte inserendo Younes in luogo di Insigne, che appena pochi istanti prima aveva cestinato una buona occasione a tu per tu con Cech.

Per il capitano azzurro arriva così una pioggia di fischi intervallata da timidi applausi: troppo pochi per placare l'ira del numero 24, avvistato poi a lungo in piedi nei pressi della panchina a bofonchiare tra sé e sé. Ancor prima, Insigne aveva avuto un rapido quanto caldo confronto con Ancelotti, poi smentito da quest'ultimo nel dopopartita: per il tecnico del Napoli l'amarezza dell'ex Pescara era indirizzata solo a quella vasta fetta di tifoseria che ormai non gli perdona nulla. Ma sarà proprio così? Stando a qualche presunta dichiarazione di Carmine, padre di Lorenzo, sembrerebbe di no: nel primo pomeriggio di oggi è poi arrivata puntuale la smentita di Insigne senior, ma l'impressione è che la telenovela legata alle sorti del figlio sia lontana dalla conclusione. Se non addirittura solo agli inizi.

MOLTI IN BILICO - Una rivoluzione nel roster azzurro era nell'aria da mesi, da quando ancora i sogni di gloria in casa Napoli erano numerosi. Il tramonto delle speranze prima in Coppa Italia e in campionato e infine in Europa League porterà ad un'accelerata in tal senso che coinvolgerà diversi protagonisti: dai mai convincenti Ounas e Verdi a un Mertens a cui non sarà rinnovato il contratto, passando proprio per Insigne, per il quale però Aurelio De Laurentiis non ha intenzione di abbassare le pretese economiche. Solo soldi (e tanti, per la precisione), senza alcuna contropartita tecnica: è questo il prezzo appeso al collo del capitano del Napoli. Forse ancora per poco.