Beppe Bergomi
Beppe Bergomi

Milano, 20 agosto 2019 – Mentre Alexis Sanchez è sempre più vicino all’Inter, in casa nerazzurra tiene ancora banco il caso Mauro Icardi. L’argentino vuole la Juve, ma l’Inter non è intenzionata a cederlo a condizioni di favore e il braccio di ferro continua. Nelle ultime ore a sostegno del lavoro della società nerazzurra è arrivato il parere del grande ex Beppe Bergomi, il quale ha svelato un retroscena.

MI DISSERO CHE… - La situazione tra Mauro Icardi e l’Inter, ormai in essere da mesi, avrebbe rischiato di compromettere i risultati della squadra la passata stagione. Questo è il pensiero di Beppe Bergomi espresso a Sky: “Io sono sempre stato dalla parte della società – ha affermato l’ex difensore come riportato da fcinter1908.it – Sono scelte che si fanno e ci si prende dei rischi tecnici ed economici. Non solo, da quello che filtrava dagli spogliatoi, se l’Inter non avesse preso quella decisione avrebbe rischiato di non andare in Champions”. Ancora Bergomi: “La via è stata presa e ora mantenuta, ma quello che non riesco a capire è come possa un ragazzo non voler scendere in campo e giocare, pensare di stare due anni fermo”. E se non si dovesse muovere qualcosa il rischio per Icardi è proprio questo: l’Inter non molla di un centimetro.

BENE SANCHEZ – Si passa poi alle operazioni di mercato imbastite in questa estate. Si parte dal centrocampo: “Credo che l’Inter una certa fisicità ce l’abbia – ha proseguito Bergomi – Barella, Gagliardini, Vecino, più la tecnica di Sensi. Il mio unico dubbio è il modulo, ovvero il 3-5-2, Lazaro non ha mai fatto tutta la fascia e anche Candreva è un offensivo”. Bene però l’arrivo di Alexis Sanchez, giocatore che a Bergomi è sempre piaciuto: “Nel 3-5-2 credo che farà la seconda punta, ruolo che per me è adattissimo a Lautaro Martinez. Ma ci sono tante competizioni da giocare e allungare le rotazioni è necessario. A me il cileno è sempre piaciuto, soprattutto nell’Arsenal dove però partiva più esterno. Bisogna verificare una condizione, fino a qui ha giocato in squadre con il pallino del gioco in mano”.