Daniele Gastaldello, capitano del Brescia
Daniele Gastaldello, capitano del Brescia

Brescia, 25 maggio 2020 – I calciatori vogliono tutti riprendere a giocare? Forse no. Tra i contrari c’è il capitano del Brescia Daniele Gastaldello, critico sulle possibili modalità di ripresa del campionato e sulla mancata presa di coscienza in relazione alle vittime della Lombardia, soprattutto nella zona tra Brescia e Bergamo. L’ex difensore di Samp e Bologna non le manda a dire: “I giocatori non sono macchine”.

Riprendere il campionato significa giocare tra la fine di giugno e agosto, cioè nel periodo più caldo dell’anno in Italia. Già questo porta Gastaldello su una posizione fermamente contraria alla ripartenza della Serie A: "Riprendere è una forzatura – ha attaccato a Radio Anch’io Sport – Giocare d’estate alle 16.30 è scandaloso, noi siamo esseri umani e non macchine. Dodici partite d’estate e con il caldo porterà a rischi incredibili".

Poi c’è il resto, i morti, la Lombardia devastata. Sul lato sportivo, invece, il campionato di giugno non sarà mai quello di marzo. Gastaldello incalza: "Nel resto d’Italia non si percepisce quello che è successo in Lombardia – ha proseguito il difensore – Molti per strada mi chiedono perché il calcio debba ripartire, persone che hanno perso i loro cari. Questo campionato deve fermarsi". E sulla regolarità Gastaldello attacca ancora: "Il calcio deve tornare a essere passione e se la Serie A ripartirà non sarà mai quella che si è fermata a marzo. Retrocessioni? L’ho detto al presidente, se siamo ultimi dobbiamo retrocedere e noi del Brescia non è che non vogliamo giocare per non retrocedere. Meritiamo di andare in B, ma noto che ci sono altri interessi che scavalcano la passione per il calcio”.