Mezza Italia in ginocchio prima del match con il Galles (dalla tv)
Mezza Italia in ginocchio prima del match con il Galles (dalla tv)

Contro il Galles s'inginocchiò solamente mezza squadra, contro l'Austria rimarranno tutti in piedi. Gli azzurri hanno deciso quale atteggiamento adottare in merito alla mobilitazione antirazzista nata negli Stati Uniti e che in queste settimane si è fatta strada anche agli Europei; fra adesioni collettive, iniziative individuali e polemiche (spesso fuori luogo). 

Ebbene, nel match in programma a Wembley domani sera (inizio alle 21), a quanto pare, i giocatori non si metteranno in ginocchio. Una scelta che sarebbe frutto di un confronto all'interno dello spogliatoio, dopo che - nelle ore immediatamente successive alla partita con il Galles - si era molto discusso su un'eventuale "spaccatura" interna alla Nazionale sul tema e sul perché qualcuno aveva deciso di evitare un gesto che è diventato simbolo di una presa di posizione mondiale contro ogni discriminazione xenofoba.

Delucidazioni in merito, comunque, potrebbero arrivare questa sera in conferenza stampa, quando a parlare sarà Leonardo Bonucci, il centrale juventino che fa parte del plotone di chi non si era inginocchiato. E che, un paio di anni fa, aveva ripreso l'allora compagno di squadra Moise Kean, quando l'attaccante, oggetto di cori razzisti nei suoi confronti provenienti da alcuni tifosi nella curva del Cagliari, li aveva sfidati dopo aver segnato, piazzandosi sotto il loro settore e guardandoli. "Ha sbagliato anche lui - disse Bonucci - Sa che poteva fare qualcosa di diverso".

Resta il dubbio di come abbiano preso questa decisione i cinque giocatori che contro il Galles si sono inginocchiati; ovvero Bernardeschi, Belotti, Emerson Palmieri, Pessina e Toloi. E se questa decisione di far passare la linea del "tutti in piedi" non cozzi contro la libertà di scelta che era stata "esaltata" anche dal presidente della Figc Gabriele Gravina dopo l'ultima partita nel girone.