Fabio Cannavaro scrive agli italiani
Fabio Cannavaro scrive agli italiani

Roma, 31 marzo 2020 - Capitano anche ad anni di distanza. Fabio Cannavaro sarà legato per sempre a quella coppa alzata a Berlino il 9 luglio del 2006, immagine che ci tiene a ricordare nella lunga lettera scritta agli italiani attraverso la rivista The Players Tribune. Il Pallone d'Oro 2006 si è rivolto a tutto il nostro popolo, chiedendo unità come nelle notti tedesche di 14 anni fa.

"Ciò che sta accadendo al nostro Paese in questo momento mi fa venire ansia e dolore. Non posso descrivere quant’è brutto vedere l’Italia soffrire così tanto, vedere così tante persone morire. Sono vicino col cuore a tutte le persone che sono state colpite e soprattutto a coloro che hanno perso i propri cari" le sue prime parole su come vede da lontano l'Italia, prima di passare al racconto dell'esperienza in Cina.

"In Cina, dove alleno il Guangzhou Evergrande, ho iniziato la quarantena qualche settimana fa. Qui le persone avevano già avuto a che fare con la SARS in passato, perciò sapevano cosa fare. In Italia non avevamo mai affrontato un’emergenza come questa. Ma ora che siamo nel mezzo di questa battaglia, dobbiamo combatterla insieme. E questo significa far emergere la versione migliore di noi stessi".

E allora si implora l'unità, in un parallelismo che in questo momento non suona neanche così forzato, tra quella che era l'immagine del Paese così coeso durante quell'avventura e quella che deve essere la reazione nella disgrazia attuale. "L’ho visto accadere tante volte e i migliori esempi che mi vengono in mente sono quando l'Italia ha giocato ai Mondiali. Può sembrare un argomento fuori luogo in un momento in cui lo sport pare meno importante. Ma come tutti sappiamo, il calcio è molto più di uno sport in Italia. Quando gioca la Nazionale tutti si sentono partecipi. Tutti si uniscono. E quando gli italiani si uniscono, solitamente fanno bene".

Forza, unione, gruppo, qualità da trasportare dallo spogliatoio di Berlino alla vita di oggi, in questa continua guerra contro la malattia. "Spesso mi si chiede perché l’Italia ha vinto quel Mondiale. Non l’abbiamo vinto perché siamo stati fortunati. L’abbiamo vinto perché eravamo la squadra più forte e perché ci abbiamo creduto" continua Cannavaro.

Ma quando stiamo insieme, possiamo ottenere qualsiasi cosa. Tenete duro. Con affetto, Fabio Cannavaro" il finale della sua lunga lettera, di cui abbiamo proposto solo le parti salienti. Firma di un capitano, il leader dell'Italia più bella, quella in cima al Mondo capace di sconfiggere tutti, oggi in campo per una partita da vincere a ogni costo.