Kai Havertz alza la Champions: il 29 maggio scorso il Chelsea, con un suo gol, ha conquistato il trofeo battendo il finale il Manchester City di Guardiola
Kai Havertz alza la Champions: il 29 maggio scorso il Chelsea, con un suo gol, ha conquistato il trofeo battendo il finale il Manchester City di Guardiola
di Paolo Grilli Abbiamo conquistato l’Europa. Ma solo una delle due facce. Ci resta l’altra, quella che da undici anni ci sfugge: sull’onda lunga di autostima che ci hanno dato Mancio e gli azzurri abbiamo però il dovere di sognarla con tutte le nostre forze. La Champions 2021-2022 prende definitivamente forma oggi, con il sorteggio di Istanbul (ore 18, diretta in chiaro su Mediaset Infinity sul canale 20 e su Sky Sport 24). Inter, Milan, Juve e Atalanta, distribuite tra le quattro fasce, proveranno a far saltare il banco, a invertire una tendenza che vede le italiane relegate in secondo piano dopo le glorie del passato. I numeri fotografano piuttosto bene la “retrocessione“ dei nostri club nella massima competizione. Dopo il trionfo dell’Inter...

di Paolo Grilli

Abbiamo conquistato l’Europa. Ma solo una delle due facce. Ci resta l’altra, quella che da undici anni ci sfugge: sull’onda lunga di autostima che ci hanno dato Mancio e gli azzurri abbiamo però il dovere di sognarla con tutte le nostre forze.

La Champions 2021-2022 prende definitivamente forma oggi, con il sorteggio di Istanbul (ore 18, diretta in chiaro su Mediaset Infinity sul canale 20 e su Sky Sport 24). Inter, Milan, Juve e Atalanta, distribuite tra le quattro fasce, proveranno a far saltare il banco, a invertire una tendenza che vede le italiane relegate in secondo piano dopo le glorie del passato. I numeri fotografano piuttosto bene la “retrocessione“ dei nostri club nella massima competizione. Dopo il trionfo dell’Inter del 2011, abbiamo contato 38 partecipazioni complessive alla Coppa dalle grandi orecchie e in due sole occasioni siamo arrivati in finale, perdendole, con la Juve; un’altra nostra squadra, la Roma, è stata fermata in semifinale. Abbiamo registrato poi sei eliminazioni ai quarti e 15 agli ottavi come percorsi di un certo rilievo. Non certo un bilancio scintillante, per le nostre squadre di punta, che proprio dai gironi non potranno che incrociare anche le favorite del maxi torneo continentale, la massima vetrina che si conferma tale dopo la bocciatura e il congelamento della Super League.

Ovvio che la Juve cerchi di sfruttare l’effetto Allegri per rifare breccia nell’Olimpo del calcio europeo: con Ronaldo o meno, Max può ritentare l’assalto ai turni nobili della Champions in punta di piedi: ben ricordando come andò con l’Ajax nel 2019 ai quarti,e come il pass per l’Europa dei grandi sia arrivato solo in extremis con il suo predecessore, Pirlo. L’Inter di Inzaghi è una intrigante incognita: anche senza Lukaku e Hakimi, può contare su un’ossatura assai solida e sulla voglia di rivalsa dopo l’amara eliminazione della scorsa stagione.

Il Milan di Pioli si riaffaccia alla ’sua’ coppa dopo sette anni (in panchina c’era Allegri...) e i suoi sette trionfi passati possono essere da sprone o ingombrare l’anima, a seconda dei punti di vista: ma i rossoneri hanno la giusta chimica, in realtà, per rituffarsi in questa avventura con la forza dei nervi distesi.

L’Atalanta, poi, è la più indicata a rivestire il ruolo di mina vagante. Una definizione che nemmeno rende giustizia, in realtà, a Gasperini e ai suoi ragazzi: nelle ultime due Champions hanno ragiunto i quarti e gli ottavi, raccogliendo poi più di un rimpianto per come sono maturate le eliminazioni con Psg e Real. Quasi inutile sottolineare, poi, come la Dea sia la squadra più europea del nostro calcio per attitudine e ritmo: chiedere al Liverpool, che nemmeno un anno fa venne sconfitto in casa dai bergamaschi dopo la lezione che questi avevano subito tre settimane prima.

Nel novero delle favorite non si può non includere il Psg (la ‘condanna’ di Pochettino: dover vincere ogni gara con Messi e un vero dream team), il Bayern campione del 2020 a caccia di riscatto, il City di Guardiola che si lasciò sfilare la Coppa nella finale del maggio scorso; il Chelsea di Tuchel, che quella finale la vinse con un capolavoro di tattica e una debordante dimostrazione di solidità.

Oggi i Blues hanno anche un Lukaku in più, e solo leggere la loro rosa mette i brividi. Lo stesso effetto che avevamo prima dell’inizio degli Europei, leggendo le formazioni avversarie. Poi sappiamo com’è andata.

L’Italia può rialzare la testa e pure la voce in Champions. Non dimentichiamo che, complice anche il lungo cammino dell’Italia fino al trionfo, i giocatori di A sono quelli che agli Europei hanno segnato di più: 37 gol. Non vale proprio la pena, per l’ennesima volta, prendere parte alla Champions con il fatalismo e rassegnazione. E’ una tattica che non funziona mai.