Sebastian Coe, 64 anni, oggi è il presidente della federazione mondiale di atletica
Sebastian Coe, 64 anni, oggi è il presidente della federazione mondiale di atletica
Se lo dice Sir Sebastian Coe, mito del mezzofondo e attuale presidente della federazione mondiale dell’atletica, forse anche gli inglesi, oltre che gli americani, se ne faranno una ragione: "C’è un sistema antidoping che funziona, di cui mi fido completamente. Sono nella politica sportiva da anni, mi disinteresso delle insinuazioni...

Se lo dice Sir Sebastian Coe, mito del mezzofondo e attuale presidente della federazione mondiale dell’atletica, forse anche gli inglesi, oltre che gli americani, se ne faranno una ragione: "C’è un sistema antidoping che funziona, di cui mi fido completamente. Sono nella politica sportiva da anni, mi disinteresso delle insinuazioni perché non contano nulla, sono solo speculazioni – ha detto Coe a proposito dei sospetti su Marcell Jacobs–. L’Italia non aveva mai portato un finalista nei 100 metri piani? Non me lo ricordavo. La vittoria di Jacobs è certamente una delle imprese sportive più sorprendenti a cui abbia mai assistito. Ho seguito i progressi di Jacobs, ha alle spalle un buon sistema di allenamento e un buon coach. Un exploit del genere nell’atletica può accadere: i progressi nel nostro sport sono lineari e statistici".

Secondo Coe, le innovazioni tecnologiche c’entrano il giusto: "è tutto merito degli atleti, sono loro che fanno sempre la differenza. Viviamo nel mondo dell’innovazione, è il progresso. Ogni generazione vive la sua innovazione. Se la pista ‘Mondo’ è una pista più veloce io non ho problemi. Nessuno disegna scarpe per andare più piano, ma non esistono scarpe per vincere. L’utilizzo di scarpe più veloci o della pista più veloce non può invalidare un risultato".

Belle parole anche per Gianmarco Tamberi: "Sono felice per lui, mi ricordo bene quanto era addolorato a Montecarlo nel 2016 per l’infortunio, e a me fece ancora più male perché conosco bene suo padre. Vidi Gimbo quando era a terra, adesso è in uno stato di forma strepitoso. Lo possiamo considerare una nuova stella, certamente non vogliamo robot, ma atleti che condividano emozioni".