Joe Hill, figlio del Re dell'horror Stephen King
Joe Hill, figlio del Re dell'horror Stephen King

Roma, 12 marzo 2016 - Si racconta che a una convention fantasy di Nottingham, vedendo quel ragazzone che teneva in mano il premio appena ricevuto per il suo primo libro di racconti, qualcuno abbia esclamato: ‘Guardalo, è uguale a Stephen King’. In effetti la somiglianza fisica è straordinaria e, del resto, pienamente giustificata, perché Joe Hill è il figlio del Re dell’horror. Solo che allora – siamo nel 2006 – nessuno lo sapeva, perché Joe, che oggi ha 44 anni, ha preferito compiere i primi passi da scrittore con uno pseudonimo (come il padre del resto, che all’inizio si firmava Richard Bachman) per non sfruttare la notorietà legata alla sua famiglia.

A CACCIA DEL SUCCESSO - "Ho deciso quando avevo 18 anni che avrei usato uno pseudonimo. Pensavo che se avessi scritto come Joseph King – si è recentemente confessato a BuzzFeed -, sarei stato pubblicato solo perché mio padre era famoso. Lo rifiutavo, perché quello non sarebbe stato un successo meritato". Da lì, la strada è stata in discesa, o quasi. Joe ha firmato quattro volumi, tutti tradotti in Italia da Sperling & Kupfer - il quinto, The Fireman, uscirà a giugno negli Stati Uniti –: da uno di essi, Horns (da noi ‘La vendetta del diavolo’) nel 2013 è stato tratto anche un film con Daniel Radcliffe (l’Harry Potter della saga cinematografica) diretto dal talentuoso Alexander Aja.

IL MANIERO DEI SEGRETI - Ma Hill si è cimentato anche col fumetto. Recentemente è uscito per la romana Magic Press il sesto ed ultimo volume di Locke & Key, con i disegni di Gabriel Rodriguez. La serie - che ha avuto anche un tentativo di trasposizione in telefilm, al momento fermatosi all'episodio pilota di prova - segue le vicende della famiglia Locke, che si trasferisce a Lovecraft, nel Massachusetts, dopo l’efferato omicidio del padre Rendell, un consigliere scolastico, da parte di un suo allievo. Ad attendere la moglie Nina e i figli Tyler, Kynsey e il piccolo Bode, c’è Keyhouse, una grande villa a più piani dove Rendell era rimasto fino all’adolescenza. Prima che un tragico evento sotto una scogliera cambiasse per sempre la vita sua e dei suoi compagni di liceo.

UNA SERRATURA PER OGNI CHIAVE - La ricerca di normalità di una famiglia segnata dalla violenza si infrangerà ben presto sui segreti custoditi dall’edificio e da una serie di chiavi (in inglese Locke suona come ‘serratura’) che apriranno porte su altri mondi, o permetteranno di avere accesso a poteri e oggetti meravigliosi e terribili. Sarà possibile, ad esempio, dare vita ai propri ricordi, mettere le ali o diventare dei giganti. Con queste armi Tyler, Kynsey e Bode si troveranno ad affrontare fantasmi, mondi paralleli e forze demoniache, in un crescendo di tensione – tra fantasy e horror, non certo per ragazzini - che porterà a un finale per nulla consolatorio. In Locke & Key c’è tutto di Hill: molte delle tematiche del padre si mescolano con una buona dose di autori come Neil Gaiman (uno dei più apprezzati scrittori contemporanei, amico personale di Hill) e Clive Barker (che fece furore negli anni ’80). La scrittura è trascinante e il mix - al di là di qualche incertezza dei disegni di Rodriguez nei primi volumi - è così riuscito da far pensare che Hill sia quasi un predestinato della nona arte. E forse è così: era proprio Joe il ragazzino che sfogliava le pagine del fumetto maledetto in Creepshow, facendo da collante ai vari episodi del film diretto da George Romero negli anni ’80. Su sceneggiatura, va da sé, dello stesso King senior.