Rigopiano (Pescara), 10 luglio 2019 - “Stiamo attualmente verificando le opzioni a nostra disposizione, tra le quali potrebbe essere anche considerata la ricostruzione dell’immobile. Poiché la questione è molto complessa ed il processo è lungo, non possiamo fornire dettagli in questa fase”. Misura le parole Sandro Casellato, amministratore delegato di A-Real Estate, la società trevigiana proprietaria dell’hotel Rigopiano a Farindola. Alla domanda se si stia pensando di costruire un nuovo albergo nello stesso Comune, il manager conferma che se ne sta ragionando. E si ferma qui. Da indiscrezioni trapela che ci sarebbero stati contatti con il Comune, se si deciderà per il sì lo strumento potrebbe essere la permuta. Perché è naturalmente off limits il terreno sul quale sorgeva il resort a tre piani e 4 stelle, cancellato da una valanga il 18 gennaio 2017 e diventato la tomba di 29 persone. Per la procura non doveva trovarsi lì, in fondo a un canalone, “senza idonei interventi di difesa antivalanghiva”. “No comment”, chiude per ora l’argomento Casellato. La società veneta aveva dapprima finanziato l'intervento con un leasing, per poi acquisirlo dopo una serie di vicissitudini. Per la cronaca, Farindola è nel cratere del terremoto 2016. Sulla carta, quindi, la ricostruzione dell’hotel potrebbe essere agevolata da fondi statali, destinati agli eventi naturali in generale. Perché il rapporto di causa-effetto tra il sisma e la valanga è oggetto dell'inchiesta giudiziaria, anzi il perito della procura lo ha proprio escluso.

GROUND ZERO. Oggi il luogo della strage - ancora sotto sequestro - è stato ripulito, c’è solo un grande vuoto al posto delle macerie, un caos di pietre alberi tronchi secolari sradicati. Quasiasi intervento su Rigopiano è sempre complesso e delicato, perché ha a che fare con la giustizia ma anche con i sentimenti delle famiglie. Per le scadenze giudiziarie questi sono giorni cruciali. Stamane è stata rinviata al 16 ottobre l’udienza per la discussione delle opposizioni alle richieste di archiviazione della procura. Ma soprattutto incombe una grande incertezza sul 16 luglio. Sulla carta è il giorno dell’udienza preliminare per l’inchiesta principale. “Ma dal 15 scattano le ferie dei magistrati”,  ricorda Alessandro Casoni, l’avvocato che rappresenta la famiglia di Emanuele Bonifazi, il giovane receptionist dell’hotel, tra le 29 vittime. Spiega il legale: “La delibera del 22 maggio stabilisce che dal 15 al 25 luglio e dal 3 al 7 settembre verranno trattati solo gli affari urgenti, quindi siamo tra coloro che son sospesi. Nessuno sa niente, potremmo imparare che è tutto rinviato martedì stesso. Lo so, per le famiglie è una tortura. Ma purtroppo il problema riguarda tutta Italia”.