Nel tondo a sinistra Alexandra Brand, chief sustainability officer di Syngenta
Nel tondo a sinistra Alexandra Brand, chief sustainability officer di Syngenta

di Cosimo Firenzani

Il 72% degli agricoltori è preoccupato per l’impatto che i cambiamenti climatici avranno sulla capacità produttiva del settore nei prossimi cinque anni. Lo dice un sondaggio Ipsos realizzato a livello globale. In questo contesto, la pandemia di Covid-19 costringe gli imprenditori agricoli di tutto il mondo ad affrontare ulteriori nuove sfide. Anche per questo Syngenta Group ha lanciato il Good Growth Plan.

Il colosso dell’agro-industria Syngenta investirà entro il 2025 due miliardi di dollari nell’agricoltura sostenibile e lanciare ogni anno sul mercato due innovazioni tecnologiche. Syngenta si impegna inoltre a ridurre del 50% l’impronta ambientale dei suoi processi operativi entro il 2030 per sostenere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Inoltre, il Syngenta Group ha recentemente sottoscritto l’impegno di SBTi per prevenire l’innalzamento della temperatura globale di oltre 1,5 gradi.

"Dopo aver raggiunto e, in alcuni casi, superato gli obiettivi fissati nella prima edizione del piano lanciato nel 2013, Syngenta ha voluto oggi impegnarsi nuovamente attraverso un nuovo approccio che porteremo avanti nei prossimi cinque anni e sarà il nostro piano strategico per rispondere alla necessità di costruire un nuovo modello di agricoltura – afferma Riccardo Vanelli, managing director di Syngenta Italia –. Il nuovo Good Growth Plan conferma l’innovazione sostenibile al centro del nostro modello di business, con nuovi obiettivi, per supportare al meglio gli agricoltori a nutrire il pianeta e a contribuire maggiormente alla lotta ai cambiamenti climatici. In Italia, attenderemo l’autunno per presentare ufficialmente il nuovo Good Growth Plan e i progetti che porteremo avanti per contribuire a raggiungere gli obiettivi prefissati a livello globale". Ma facciamo un passo indietro.

Con sede a Basilea, in Svizzera, Syngenta è una delle principali aziende dell’agro-industria mondiale, impegnata nello sviluppo di un’agricoltura sostenibile attraverso ricerca e tecnologie innovative. La società, nata nel 2000 dalla fusione di Novartis Agribusiness e Zeneca Agrochemicals, impiega più di 28.000 persone in oltre 90 paesi. Fra le aree di competenza, ci sono quelle dedicate al comparto florovivaistico, agli agrofarmaci e alle sementi e nel 2017 ha scelto di puntare maggiormente su questo settore, costituendo la Vegetables Seeds Business Unit, che si avvale della professionalità di circa 2.400 dipendenti dedicati alla ricerca, sviluppo e commercializzazione delle sementi di colture orticole in tutto il mondo. Syngenta Italia conta sulla collaborazione di circa 400 dipendenti distribuiti tra gli uffici di Milano, il sito produttivo di Casalmorano, in provincia di Cremona, e di Argelato, in provincia di Bologna, e la stazione sperimentale di Foggia.

Anche in Italia, le divisioni Crop Protection (Protezione delle piante) e Seeds (Sementi) si posizionano ai vertici dei rispettivi mercati relativamente alle quote di mercato e nel 2018 raggiunge un fatturato di 200 milioni di euro. Syngenta ha superato tutti gli obiettivi globali del programma lanciato nel 2013, tra cui il recupero di oltre 14 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio di degrado e l’incremento della biodiversità in oltre 8 milioni di ettari di terreno coltivabile.

"Quando parliamo con gli agricoltori, constatiamo che sono i primi a essere colpiti dal cambiamento climatico e dalla perdita di biodiversità – spiega Alexandra Brand, chief sustainability officer di Syngenta –. Inevitabilmente le misure restrittive adottate contro il Covid-19 potrebbero produrre ulteriori ripercussioni a lungo termine anche sul settore agroalimentare. Questo spiega i significativi livelli di investimento in innovazione previsti dal nuovo Good Growth Plan, necessari proprio per contrastare il cambiamento climatico e sviluppare un sistema di produzione alimentare in sintonia con l’ambiente".