Entro l’estate i veneziani disporranno di 182 chilometri di piste ciclabili, di cui 27 ora in fase di realizzazione, 354 rastrelliere per un totale di 2.666 posti bici, mille nuove biciclette in bike sharing, di cui 200 a pedalata assistita e 400 monopattini a noleggio, per i quali il Comune ha approvato la settimana scorsa un bando di gara. Lo annunciano il sindaco Luigi Brugnaro e gli assessori comunali a Mobilità, Lavori pubblici e Ambiente Renato Boraso, Francesca Zaccariotto e Massimiliano De Martin, insieme al consigliere delegato alla Smart city, Luca Battistella.

Si tratta di azioni già previste nel Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile), ma anticipate per rendere più agevoli gli spostamenti nella fase di convivenza con il Coronavirus, favorendo l’intermodalità. "Il sistema dei trasporti si lega a un più generale sistema città che ora deve ripartire il prima possibile", afferma Brugnaro. Ma se la città deve muoversi, è anche vero che "non potrà più farlo come prima", precisa il direttore generale del gruppo Avm, Giovanni Seno. Per via del droplet, che al momento riduce al 25% del normale la capacità dei mezzi, e per via del buco da 100 milioni su base annuale causato dall’assenza dei turisti e dei biglietti che normalmente si pagano per viaggiare sui mezzi pubblici. Ecco allora che per mantenere l’azienda in mano pubblica è necessario fare delle scelte. "Al Governo abbiamo chiesto di allungare i termini della cig e invito i cittadini, quando possibile, a usare i mezzi propri" afferma Brugnaro annunciano un imminente accordo con la categoria dei tassisti per un servizio a tariffe calmierate per un mese e un’ulteriore collaborazione con i gondolieri che effettueranno servizio di traghetto ‘da parada’ tra alcune rive strategiche, ad esempio tra Santa Sofia e San Tomà. Dal canto suo Avm potenzierà il servizio automobilistico e tramviario lungo le principali direttrici di traffico.