La Bagnaia (Siena), 25 maggio 2018 - "Ragazzi, non fatevi influenzare da chi vi dice che va tutto male". Così Andrea Bocelli, accolto da un grande applauso sul palco di "Crescere tra le righe". I ragazzi aspettavano il cantautore, l'artista che ha fatto sognare le platee di mezzo mondo con la sua voce. Bocelli parla con gli studenti in maniera franca, come un padre parlerebbe a dei figli. Un bel dialogo "per me che sono padre. E che dunque sono profondamente interessato ai sogni ma anche alle delusioni di questi ragazzi".

Bocelli si dice "molto favorevole alla tecnologia. Se usata bene è davvero un grande dono. Spesso dico ai miei figli che ci sono stati strumenti tecnologici che hanno portato uguaglianza tra le persone". Bocelli racconta che nel suo telefonino "ci sono ottomila libri che un tempo avrebbero necessitato di una grande struttura e ora stanno in pochi centimetri". 

Sul mondo dell'informazione dice: "I giornali molto spesso vivono con notizie terrificanti, ma il mondo va avanti perché in mezzo a queste notizie terribili che purtroppo ci sono e sono molto spesso vere ci sono anche tantissime notizie di cui nessuno parla e sono notizie straordinarie. E quando la gente dice che 'era meglio il mondo ai miei tempi', se la sera va via la luce in casa o d’inverno non funziona il riscaldamento non si ricordano che ai tempi non c’era né luce né riscaldamento. Penso che voi ragazzi dobbiate guardare con grande ottimismo al futuro, il mondo è nelle vostre mani e non lasciatevi influenzare da chi vi dice che tutto va male".

Bocelli parla poi della tecnologia applicata alla musica: "Abbiamo fatto la pace con il digitale. Sconsiglio però di ascoltare la musica in mp3 perché non fornisce le vere emozioni. Se si ascolta la musica per sentirsi spiritualmente elevati allora quel formato lì non va bene. Oggi una chiavetta contiene giga e giga, e allora dovete pretendere la qualità perché la musica di qualità vuole qualità. La musica può offrire un modo molto sano di star bene, può guarire alcune patologie". 

Bocelli ha parlato poi della sua Fondazione. Occupata soprattutto nel ramo scuola. La Fondazione crea scuole nei campi profughi e nelle zone terremotate, senza pensare all'emergenza ma pensando allo sviluppo. Un luogo nel quale far crescere le persone. Non solo dunque il funzionamento della scuola al mattino ma praticamente per tutto il giorno, prima con le lezioni didattiche e poi aprendo l'istituto alla comunità.