Disegno dell’argano a due ruote scomposto negli elementi costitutivi Biblioteca Ambrosiana
Disegno dell’argano a due ruote scomposto negli elementi costitutivi Biblioteca Ambrosiana

Milano, Piazza Leonardo da Vinci, indirizzo del Politecnico, familiarmente “Poli”. Il più antico ateneo cittadino. Nato con l’Unità d’Italia, per impulso della Società di incoraggiamento di arti e mestieri. Garantisce, a chi vi completa impegnativi percorsi di studio e ricerca, la possibilità di trovare lavoro nel mondo, persino in Italia. Tra i “politecnici” ex-allievi, Giulio Natta, iscritto nel 1921 al corso di laurea in Ingegneria industriale, futuro Premio Nobel per la Chimica. Mentre l’ingegner Carlo Emilio Gadda sì è distinto come sperimentatore della prosa letteraria più originale del Novecento. Modello di una solida cultura scientifica d’impronta umanistica. Ora riscoperta anche dalle università americane. Stanford, Harvard e Yale autorevolmente “incoraggiano” i giovani a includere la bellezza nel percorso di studi tecnici: le sculture di Rodin sotto gli occhi degli aspiranti medici. Nella Milano delle celebrazioni del cinquecentenario, anche l’autunno al Poli si declina nel segno (o sogno) di Leonardo. Per il grande pubblico, grandi e piccini, 27-28 settembre, la notte europea dei ricercatori MEET me TONIGHT. Il 16 ottobre, “Leonardo e la città ducale”, convegno internazionale di esperti, con P.C. Marani, R. Schofield, M.L. Giordano, sul ruolo dell’ingegner da Vinci nel dare forma alla “politica delle immagini”.