Terre di Pisa, tra silenzio e luce un territorio da amare
Terre di Pisa, tra silenzio e luce un territorio da amare

LA LENTEZZA

 Pacata, assorta, accecata di luce e intorpidita di silenzio. Anzi, di Silenzio: tanto da farne un Teatro, là in mezzo a quella terra, come ha scelto uno dei suoi più grandi figli e interpreti moderni, Andrea Bocelli. La lentezza. Ne aveva scritto Milan Kundera, e poi ancora Carl Honoré, e poi ancora il neuro scienziato Lamberto Maffei: la lentezza della contemplazione, una sorta di “De vita beata” di Seneca portato avanti di venti secoli. Le Terre di Pisa, elogio della lentezza e della contemplazione: ma sì, prendetevi una bicicletta e pedalate, e se vi pare di aver poco fiato oggi ci sono in giro, e ve le noleggiano a qualunque angolo, delle bellissime e modernissime e-bike, che con metà sforzo vi portano ovunque, è vero, bisogna pur sempre pedalare, ma faticherete meno. E guarderete di più, e respirerete di più.

TERRE DI PISA

E’ una denominazione vinicola, la più giovane della Toscana, e non è un caso, l’espressione del Sangiovese – l’uva regina, nel Vigneto Toscana – si racconterà nelle sue migliori espressioni anche unita a quelli che qualcuno e con un pizzico di puzza al naso ha bollato come “vitigni internazionali” per declassarli, per poi magari capire che invece ci si potevano fare grandi cose. Terre di Pisa è però anche un territorio. Di più, una dimensione. Uno stato d’animo. Provate, fermi sul ciglio di una curva in cima a una collina, a volgere lo sguardo intorno. In primavera il colpo d’occhio è magnifico, i campi ammantati del giallo e del viola di tanti fiori tra le vigne, i boschi di querce e le pinete sullo sfondo azzurrino dei colli e il blu intenso del cielo; e qua e là il quadro punteggiato di campanili e di torri, sono borghi e ville e palazzi, sicuramente il Faust di Boito ha in mente anche questo spicchio di Toscana quanto nel “Mefistofele” racconta il suo sogno, “vo’ che surgano a mille, e genti e gregge, e case e campi e ville”...

TEATRO DEL SILENZIO

Così Andrea Bocelli ha chiamato il suo spazio di arte a Lajatico, il suo paese. Provate, una sera, a cena sul terrazzo di un agriturismo a inizio giugno, a guardare il mondo puntinato dei lumini di mille lucciole. L’anima si ristora, pronta ad addentrarsi in questo mondo che è anche pieno di cose da conoscere. Perché c’è la fantasia della natura lavorata dalla mano dell’uomo, c’è la gente autentica protagonista di un lifestyle toscano di ruvidezza ruspante e gentile. C’è una varietà di mondo, dal mare ai colli, dalle mura merlate del Maschio di Volterra allo splendore ineffabile della Piazza dei Miracoli a Pisa, dalle acque sulfuree di Casciana Terme all’eleganza e ai tanti richiami - Federico II, Carducci, Napoleone - di San Miniato, il “borgo su tre colli” con le sue bellezze e i suoi sapori. Tanti itinerari e tante idee, per le Terre di Pisa. E vedrete, l’anima vi ringrazierà.