18 mar 2022

Via Sochi e Mazepin, sterzata con la guerra

Annullato per sempre il Gp russo, e paga le sanzioni anche il giovane pilota della Haas figlio di un magnate dell’industria chimica

paolo grilli
Sport
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Pietro Fittipaldi

La realtà corre sempre veloce, più di un bolide di Formula Uno. E impone cambiamenti che nessuno poteva immaginare. La guerra in atto ha avuto già ripercussioni sul Circus, incidendo a livello di calendario, introiti e protagonisti.

In linea con le sanzioni che colpiscono la Russia, il Gp di Sochi, che si sarebbe dovuto tenere il 25 settembre, è stato cancellato dal campionato già il 25 febbraio, un giorno dopo l’invasione dell’Ucraina. Di più, Liberty Media, il 3 marzo, ha deliberato che la tappa russa della F1 non sarà mai più prevista in futuro. Dall’anno prossimo, la gara avrebbe dovuto aver luogo a San Pietroburgo, ma si tratta di un cambio di sede che rimarrà negli annali solo come virtuale.

La decisione di tenere fuori il massimo campionato motoristico dalla Russia non comporta solo un danno economico per il paese che non ospiterà l’evento, ma per il Circus stesso che non potrà contare sui sostanziosi introiti (diritti tv, sponsor) che il Gran Premio può garantire. Il comitato promotore della gara russa, Rosgonki, ha però minacciato di fare causa alla Formula Uno e alla Fia – la cancellazione è avvenuta per “cause di forza maggiore“ – per una risoluzione del contratto ritenuta impropria nelle modalità. Sochi, che era in calendario dal 2014 e che aveva visto solo vittorie della Mercedes, con Hamilton mattatore a quota cinque.

Anche l’unico pilota russo del Circus, Nikita Mazepin, ha subito l’esclusione dopo i tragici fatti di Ucraina. Il 23enne è stato licenziato dalla Haas, team americano che già poche ore dopo l’invasione delle truppe di Putin aveva cancellato uno dei propri sponsor principali, Uralkali, colosso della chimica (produce ed esporta potassio) a capo del quale c’è il padre del pilota, Dmitri. Inizialmente è stata l’Inghilterra a proibire la partecipazione di Mazepin al Gp di Silverstone. Poi la situazione ha subito un’accelerazione ed è stata la scuderia che schiera in pista anche Mick Schumacher a licenziare Nikita, la cui prima stagione in F1 non era stata certo memorabile visti gli zero punti conquistati. Al suo posto arriva il danese Kevin Magnussen (già alla Haas dal 2017 al 2020), i test a Barcellona li ha iniziati però il brasiliano Pietro Fittipaldi, nipote del grande Emerson.

Mazepin si è detto shockato per l’esclusione, dicendo anche di averla appresa per messaggio e che avrebbe voluto gareggiare come atleta neutrale e non più sotto la bandiera russa. Ma un’altra stangata lo ha poi colpito, proprio per essere figlio di un magnate russo: è stato incluso nella black list Ue, con congelamento dei beni e divieto di ingresso nell’Unione.

 

 

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