Maria Montessori
Maria Montessori

"Il suo sistema pedagogico è noto in tutto il mondo come il Metodo. Prima italiana medico, ebbe un figlio senza matrimonio"

NATA IL 31 agosto 1870 (morta il 6 maggio 1952) a Chiaravalle (Ancona)
LAUREA: medicina
PROFESSIONE: pedagogista e nerueopsichiatra infantile

Loredana del Ninno

Fiori chiusi ma senza la freschezza dei boccioli. Anime nascoste dentro un involucro serrato. Così Maria Montessori descriveva i piccoli ospiti della Casa dei bambini, l'asilo che l'unica donna italiana immortalata su una banconota inaugurò nel 1907 a Roma, nel popolare quartiere di San Lorenzo. A loro Maria assicurò non solo l'istruzione che mai altrimenti avrebbero avuto: ispettori dell'epoca, documentando dopo qualche tempo il suo operato, scrissero 'nessuno riconoscerebbe nei loro visi coloriti, nel loro aspetto vivace, quei piccoli denutriti e anemici'. L'esperimento ebbe un tale successo che l'anno seguente l'educatrice aprì un'altra scuola a Milano, nel quartiere Solari. Di una bellezza classica, vagamente 'vittoriana', Maria Montessori, elaborò quello che allora fu semplicemente chiamato il Metodo. Un sistema pedagogico innovativo, che in Italia ha avuto alterne fortune, esportato però in tutto il mondo.

Nata a Chiaravalle, in provincia di Ancona, il 31 agosto 1870, Montessori ben presto si trasferì nella Capitale per seguire la famiglia. Il padre era un dirigente della Manifattura tabacchi, la madre, Renilde, nipote dello scienziato Antonio Stoppani. I rari ritratti della sua giovinezza restituiscono una figura dal vitino di vespa, sontuosamente vestita, in accordo con lo status alto-borghese, i ricciolini sparsi sulla fronte, come suggeriva la moda dell'epoca. Montessori venne rifiutata dalla facoltà di Ingegneria perché donna, ma riuscì a farsi ammettere a Medicina, diventando la prima donna medico italiana. I biografi raccontano che il padre, che avrebbe voluto per lei una carriera d'insegnante, per parecchi anni non le rivolse la parola. La scelta professionale di Maria fece scalpore anche tra le appartenenti al suo stesso sesso perché all'epoca l'analfabetismo femminile sfiorava il novanta per cento. Dopo avere ottenuto un posto di assistente universitario, Montessori scelse di lavorare con i bambini subnormali alla clinica psichiatrica di Roma. Influenzata dalle teorie dei ricercatori francesi Itard e Séguin, era giunta alla conclusione che il problema dei piccoli minorati richiedeva un intervento più pedagogico che clinico. Iscriversi a Medicina non fu l'unica scelta controcorrente di Maria, che ebbe un figlio, Mario, da un collega, lo psichiatra Ferruccio Montesano, legato però a un'altra donna. Quando seppe che l'uomo avrebbe comunque sposato la fidanzata ufficiale – raccontano i biografi – passò tre giorni di disperazione, e per quasi tutta la vita si vestì sempre e solo di nero. Il colore della vedovanza divenne il simbolo di rinuncia all'amore perché colei che aveva rivoluzionato la pedagogia del Novecento non si legò mai più a nessuno.

Emancipata, coraggiosa e ribelle Montessori, che aveva rappresentato due volte l'Italia al congresso internazionale femminista, scelse inspiegabilmente di nascondere la maternità illegittima. Mario trascorse i primi anni accudito da una balia e poi fu trasferito in un collegio. Madre e figlio si ritroveranno dopo la scomparsa di Renilde, quando il ragazzo, ormai 14enne, fu accolto in casa, per non separarsi mai più. Negli anni diventò il principale sostenitore e propagatore del metodo montessoriano.

Cardini della didattica, il rispetto nei confronti del bambino, l'ambiente e i materiali come fattori determinanti per lo sviluppo, la spinta all'autonomia dell'alunno e alla coscienza di sé. Nel 1934 a causa dell'ostilità del regime fascista verso le sue teorie pedagogiche Maria Montessori fu costretta all'esilio, in Olanda e in India. Mussolini la definì 'Una gran rompiscatole'. Nel '40 l'ingresso in guerra dell'Italia la sorprese a Madras. Accusata ingiustamente di spionaggio fu internata e scarcerata. L'India, dove era stata accolta come la 'Grande Maestra', divenne comunque la sua patria d'elezione. Le foto di quel periodo la ritraggono in abiti bianchi, forse, finalmente pacificata. La morte la colse a 82 anni a Noorddwijk, un piccolo villaggio sulle coste del Mare del Nord. Nel testamento affidò la continuazione della sua opera a Mario. Definito per la prima volta ufficialmente 'mio figlio'.