Margherita Hack
Margherita Hack

“Nella nostra galassia ci sono 400 miliardi di stelle e l'universo ha oltre 100 miliardi di galassie. E' improbabile pensare di essere unici”

NATA IL 12 giugno 1922 a Firenze
MORTA IL 29 giugno 2013
LAUREA: Economia
LAVORO: imprenditrice

Era una studiosa di fama mondiale ma aveva un’umiltà che la faceva tanto amare, e si prestava anche a rispondere a quesiti poco scientifici. Ad esempio, lei scettica e scienziata, cosa ne pensava del fenomeno delle stelle cadenti della notte di San Lorenzo?

Alla domanda, dall’altra parte del telefono nella sua Trieste di adozione, in quell’Osservatorio dove c’è stato il suo studio fino ai suoi ultimi anni, risuonò per risposta la risata unica di Margherita Hack. Un po’ roca e un po’ scettica, unica come lei. «Niente di magico - rispose-, le stelle cadenti di agosto nascono dalla frantumazione di una cometa e nell’Ottocento il massimo della loro visibilità coincideva con il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, ma in realtà si possono vedere dalla fine di luglio al 12 agosto. È un fenomeno fisico, quello delle perseidi, le stelle cadenti. Niente di magico… ». Insomma liquidava come “bischerate” (non ha mai perso il suo spiccato accento fiorentino) le lacrime del cielo che da sempre fanno sognare gli innamorati.

Aveva occhi celesti, anzi azzurro profondo, rotondi, sotto un caschetto di capelli che nel tempo erano diventati bianchi e che lei non ha mai voluto tingere. Margherita Hack era  nata a Firenze il 12 giugno 1922: si legge di lei su internet che “è stata un’astrofisica, accademica e divulgatrice italiana”. Ma in realtà è stata questo e tanto di più. E’ nata in una famiglia di intellettuali: padre di religione protestante, Roberto Hack, un contabile fiorentino di origini svizzere, e madre cattolica, Maria Luisa Poggesi, toscana, miniaturista agli Uffizi di Firenze (poi i genitori aderirono alla Società Teosofica Toscana). La giovane Margherita era alta e forte, si cimentava con successo nella pallacanestro e nell’atletica leggera, e fu anche campionessa di salto in alto e in lungo. Margherita fu interrotta negli studi dallo scoppiare della seconda guerra mondiale, ma poi si laureò in fisica nel 1945 a Firenze. Ma la sua strada non sarebbe stata quella di sportiva.

Iniziò la sua attività presso l’Osservatorio astronomico fiorentino di Arcetri, poi nel 1954 andò all’Osservatorio di Merate in provincia di Lecco, infine 1964 giunse a Trieste per occuparsi di radioastronomia.

Fu professore ordinario di astronomia all’Università di Trieste dal 1964 al 1992, ed è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, diventando direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste (dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997), ed ancora fu membro dell’ Accademia Nazionale dei Lincei. Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per molto tempo membro dell’ Esa e della Nasa. Ha pubblicato numerosi lavori su riviste internazionali, ha fondato la rivista “L’ Astronomia” ed ha ricevuto moltissimi encomi. Per il suo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di astri – il suo campo di ricerca principale- veniva chiamata “la signora delle stelle”.

Atea, controcorrente, indifferente all’aspetto estetico (diceva di essere stata dal parrucchiere una sola volta nella vita) e al giudizio del prossimo, amante degli animali e vegetariana fin da giovanissima, faceva della curiosità la sua arma vincente di scienziata. Diceva: «Nella nostra galassia ci sono 400 miliardi di stelle, e nell’universo ci sono più di 100 miliardi di galassie. Pensare di essere unici è molto improbabile» e ha raccontato la ricerca della vita extraterrestre in “C’è qualcuno là fuori?”. Ha scritto molti libri, anche per bambini (come “Le stelle, ragazzi, sono meravigliose”) e non solo dedicati alle stelle: raccontò la sua passione per le due ruote in “La mia vita in bicicletta”.

Addio romanticismo, dottoressa, stavo per dirle in quella intervista. Ma in lei emerse un ricordo. In un lontano agosto di un lontano anno di guerra due studenti si trovarono a correre in un rifugio di Firenze durante un bombardamento. Si ripararono chissà dove, e quando il pericolo delle bombe fu passato la giovane Margherita si ritrovò abbracciata a un compagno di studi sotto una pioggia di stelle vere, non il riflesso delle bombe: era la notte di San Lorenzo. Rideva al ricordo la scienziata, raccontando che si sposò con quel ragazzo, Aldo De Rosa, letterato, che rimase al suo fianco per tutta la vita, accompagnandola in lunghe gite in bicicletta a Trieste e dintorni. Margherita Hack è morta il 29 giugno 2013 a Trieste, il marito è scomparso il 26 settembre 2014 all'età di 94 anni, ed entrambi riposano nel cimitero Sant'Anna.