MILANO UN VINO sano, con un livello di solforosa tre volte inferiore ai limiti consentiti, ogni anno viene conservato un campione di un chilogrammo di uva congelata, pronta in ogni momento per analisi di controllo che possono essere richieste. È il credo della azienda Abrigo Giovanni, a conduzione monofamiliare nata 50 anni fa nelle Langhe, a Diano d’Alba, dove le uve Dolcetto sono di casa. Le etichette dell’azienda sono state portate in degustazione a Milano mostrando una qualità decisamente alta, in particolare dei Dolcetti, con il superiore Garabei e il Docg Sorì del Crava, del Nebbiolo, della Favorita e della prima annata 2013 in bottiglia, di Barolo Ravera, che compongono un bouquet di 70mila bottiglie prodotte. «Non abbiamo consulenti esterni – racconta Giulio Abrigo che, con il fratello Sergio, è il presente e il futuro dell’azienda –, ci dividiamo i compiti in famiglia. Per il Dolcetto è fondamentale centrare il momento giusto per imbottigliarlo. È un vitigno delicato, senza tannini sulla buccia ma sui noccioli e va curato con attenzione».