Virginia Raggi, sindaca di Roma
Virginia Raggi, sindaca di Roma

Roma, 18 agosto 2021 - Due appelli a vuoto e seduta tolta. L'ultima assemblea capitolina della consiliatura termina senza numero legale e senza dunque approvare i due ordini del giorno dedicati ai poteri di Roma capitale. ''Presenti 20 consiglieri, assenti la sindaca e 28 consiglieri, il numero non è sufficiente per la validità della seduta, la seduta è tolta'', scandisce il presidente dell'assemblea Marcello De Vito, prima che volino, in collegamento da remoto, accuse e insulti tra consiglieri di maggioranza e opposizione. ''Non è una maniera degna - interviene De Vito - di finire questa consiliatura. Invito ognuno ad una modalità responsabile''.

É stato infatti accolto con cori di protesta e una rissa verbale a distanza, in cui non si sono risparmiati gli insulti tra i vari consiglieri, l'intervento della sindaca di Roma, Virginia Raggi, al Consiglio straordinario sui poteri per Roma Capitale. Il presidente dell'assemblea, si è visto costretto a sospendere i lavori per calmare gli animi e riportare l'ordine. Ripresi poi per la votazione degli ordini del giorno che non hanno però raggiunto in prima seduta il numero legale necessario per l'approvazione pur essendo votati dalla totalità dei presenti (23 favorevoli su 23).

La seduta viene di nuovo sospesa ma il numero legale viene a mancare (20 presenti) e la seduta viene sciolta. Lo scontro verbale ricomincia tra il consigliere M5s Paolo Ferrara, formalmente non presente in seduta, e alcuni consiglieri delle opposizioni nonostante i tentativi di mantenere l'ordine da parte di De Vito che rivolge in conclusione un messaggio di saluto all'Aula: "Non sappiamo se sarà un arrivederci o un addio ma voglio rivolgere i miei saluti alla sindaca, a tutti i consiglieri e ai tecnici. Ci rivediamo il 3 ottobre".

É il secondo scossone politico per Raggi dopo quello che ieri 17 agosto ha messo sotto la sindaca e il M5s in assemblea Capitolina, quando è stato bocciato il provvedimento che la giunta Raggi voleva approvare sulla riorganizzazione delle partecipate, che vedeva anche l'aggregazione tra Roma Metropolitane e l'Agenzia capitolina per la mobilità. La discussione si è conclusa con 26 voti contro l’ordine del giorno, 18 favorevoli, un astenuto. E un nulla di fatto.