Roma, 20 ottobre 2021- Inneggia al Duce con tanto di braccio destro teso davanti al pubblico prima della di Lazio-Inter. Il video, dalle immagini inequivocabili, ha fatto il giro del web sollevando le polemiche ed è costato la sospensione dal club a Juan Bernabè, addestratore spagnolo dell'aquila Olimpya, mascotte della Lazio, simbolo della società di Claudio Lotito. Nel video si vede il falconiere mentre con il braccio destro teso, sotto la Tribuna Tevere dello Stadio Olimpico, prima di Lazio-Inter, si rivolge ai tifosi biancocelesti, che intonano il coro “Duce, Duce!”. Da qui la decisione della Lazio “La Società Sportiva Lazio - si legge in una nota - ha inviato nelle scorse settimane una lettera ai fornitori per richiamarli al rispetto del Codice Etico in vigore ed in particolare ad un comportamento pienamente rispettoso dei principi ai quali si è sempre ispirata l'attività della Società, sia nel campo sportivo che nei rapporti ordinari. Particolare attenzione è stata sempre posta sul divieto assoluto di procedere ad azioni e comportamenti di qualunque genere discriminatori sotto tutti i profili tutelati dall'art. 3 della Costituzione. Pertanto, appresa l'esistenza del video che ritrae Juan Bernabè (non tesserato e dipendente di una società esterna alla Lazio) in atteggiamenti che offendono la Società, i tifosi e i valori ai quali la comunità si ispira, sono stati presi provvedimenti nei confronti della società finalizzati all'immediata sospensione dal servizio della persona interessata e all'eventuale risoluzione dei contratti in essere”.

"Sono di destra ma non fascita", la difesa del falconiere 

Si dice “dispiaciuto per quello che è successo, in Spagna il gesto fascista si fa con il braccio teso in una linea retta. In Italia a quanto pare è anche così, dandosi una pacca sul petto. Io sono una persona assolutamente di destra, del partito Vox in Spagna come pure tanti amici calciatori, ma non di idea fascista, non è proprio nella mia mentalità", Juan Bernabé, lo storico addestratore dell'Aquila Olympia, simbolo della Lazio. Il 53enne spagnolo protagonista di un video diventato virale in cui, al termine del match contro l'Inter di sabato scorso, alza più volte al cielo il braccio destro all'indirizzo dei tifosi che urlano 'Duce! Duce!'. "Sono un uomo che ha girato il mondo, che fa business in tutto il mondo e che ha rapporti con persone di tutte le razze. E' stato un gesto dettato dall'impulso - aggiunge il falconiere - festeggiando il finale di una partita. Un saluto militare, mai fascista. Tuttavia va bene, queste cose fanno parte della vita, ci sono momenti brutti e belli. E questo per me è un momento brutto".

La reazione della comunità ebraica

A chiedere un intervento deciso innanzitutto della Lazio era stato la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche, Noemi Di Segni. "Davanti all'ostentazione di gesti e simbologie che rievocano ideali fascisti non possono esserci ambiguità e tentennamenti - aveva scritto Di Segni in un comunicato - Il comportamento dell'addestratore dell'aquila Olimpia emblema della Lazio, immortalato in un video diventato virale, non lascia spazio a dubbi. Si intervenga, da parte della società e dalla Federazione, con la massima urgenza ed efficacia. Via i fascisti e gli odiatori dal mondo del calcio. Un odio che dal campo si propaga in ogni piazza".

Le reazioni della politica

"Cari @OfficialSSLazio @SerieA @Coninews: che ne diciamo? Astenersi da "goliardia" e/o "casi isolati", thanks". Lo scrive su Twitter Mario Berruto, responsabile Sport del Pd, postando il video del saluto fascista del falconiere della Lazio.