Caos sepolture a Roma, la Lega presenta un esposto in Procura
Caos sepolture a Roma, la Lega presenta un esposto in Procura

Roma, 27 aprile 2021 – Dopo quella dell’associazione Eccellenza Funeraria Italiana, scatta una seconda denuncia per il caos delle cremazioni e delle sepolture nei cimiteri di Roma, dove i ritardi si accumulano a causa dell’aumento di morti per l’emergenza Covid-19. 

Ritardi che però, secondo Ama, l'azienda che si occupa dei servizi cimiteriali, sarebbe infondata. Tanto che in una nota diffusa qualche ora dopo l'invio della seconda denuncia, Ama risponde per le rime, sottolineando gli sforzi fatti per risolvere la situazione e minacciando azioni legali nelle sedi opportune. 

Il caso aveva suscitato diverse polemiche soprattutto dopo lo sfogo del deputato Pd Andrea Romano, che da due mesi non può dare una degna sepoltura al figlio Dario, morto a soli 24 anni. Episodio che aveva portato la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, a chiedere pubblicamente scusa al deputato dem.

L’esposto della Lega e del Comitato Tutela Cimiteri

Il nuovo esposto è stato firmato dai dirigenti romani della Lega, Fabrizio Santori e Monica Picca, insieme al Comitato per la Tutela dei Cimiteri Flaminio Prima Porta Verano e Laurentino. “La situazione dei cimiteri capitolini è diventata ormai insostenibile e al collasso”, affermano Santori, Picca e la portavoce del Comitato, Valeria Campana, nelle 12 pagine di denuncia.

“Mesi di attesa per le cremazioni, cimiteri esauriti, scandali e disservizi di ogni tipo – si legge nell’esposto indirizzato ai magistrati di piazzale Clodio – che vengono ripetutamente segnalati dai parenti dei defunti disperati per una situazione grave che viene costantemente ignorata dai vertici dell'Ama e dall'amministrazione capitolina”.

Bare accatastate e niente cremazioni. Il caro estinto non riposa in pace

“Verificare la legittimità della gestione dei cimiteri”

I denuncianti chiedono ai pm di “verificare la legittimità dell'intera gestione riguardante i cimiteri capitolini a tutela dei cittadini romani e di valutare, ogni profilo di illiceità penale e erariale. Di valutare, inoltre, in particolare l'eventuale inerzia di Roma capitale e Ama cimiteri tale da rilevare un'omissione di servizio”.

“Lo scopo di questa denuncia – conclude l'esposto – è di esortare scelte congrue ed efficienti per trovare in tempi rapidi soluzione ad una situazione inammissibile con il fine di riportare rispetto e decoro nei cimiteri romani. Il nostro obiettivo sarà anche quello di rappresentare le istanze delle tante persone anziane in merito e che sono rimaste inascoltate, chiedendo soluzioni ai problemi sorti all'interno degli 11 cimiteri comunali, che hanno un'estensione territoriale complessiva di oltre 250 ettari”.

Ama minaccia azioni legali 

Nel pomeriggio però è stata appunto Ama a dire la sua, tramite una nota. Nello specifico l'azienda starebbe valutando eventuali azioni nelle sedi opportune per reato di "procurato allarme" a tutela del servizio pubblico essenziale svolto. "È opportuno ricordare che Ama sta applicando puntualmente le previsioni contenute nelle norme emanante dal Governo e dal Parlamento per affrontare anche in ambito cimiteriale l'emergenza dovuta al Covid-19", ha fatto sapere l'impresa.

Oltretutto, secondo Ama, la situazione sarebbe ben diversa da quella rappresentata. "Nel cimitero di Prima Porta nessuna salma è stata rimandata indietro dal personale addetto alla struttura oggetto che ha subito anche di pesanti aggressioni verbali: operatori e maestranze aziendali continuano a lavorare senza soluzione di continuità per contenere al massimo le giacenze".

In conclusione si sottolinea come nonostante il grande aumento di decessi registrati a Roma, il personale abbia fatto di tutto per gestire il surplus di carico lavorativo, riuscendo ad assorbire fino all'83% della domanda in più.