Vigili del Fuoco impegnati a spegnere l'attacco incendiario a Castelporziano
Vigili del Fuoco impegnati a spegnere l'attacco incendiario a Castelporziano

Roma, 17 agosto 2021 - Attentato incendiario alla tenuta presidenziale di Castelporziano. Il presidente Sergio Mattarella: "Grazie ai cittadini che hanno dato allarme e ai vigili del fuoco".

Questa mattina poco dopo le 6 alcuni piromani non ancora identificati hanno gettato degli inneschi accesi oltre il muro di cinta su via Pratica di Mare della tenuta presidenziale di Castelporziano, riserva naturale di inestimabile valore, polmone di Roma sud e residenza estiva del capo dello Stato Sergio Mattarella. Alcuni alberi e una piccola porzione di macchia mediterranea e arbusti hanno subito preso fuoco. Fortunatamente alcuni cittadini si sono accorti delle fiamme e hanno avvisato i vigili del fuoco (distaccamento di Pomezia) che sono subito intervenuti spegnendo l'incendio. Sul posto sono arrivate anche le squadre dei carabinieri forestali e dei vigili del fuoco in forza nella tenuta presidenziale. I danni sono stati limitati a una ventina di metri quadri di terreno bruciato. 
Sulla vicenda stanno già indagando le forze dell'ordine, allertate subito dopo l'intervento dei Vigili del fuoco. 
 

La Procura di Roma attende l'informativa

E' attesa nelle prossime ore una prima informativa a piazzale Clodio, sede della Procura della Repubblica della Capitale, in relazione agli inneschi accesi oltre il muro di cinta su via Pratica di Mare della tenuta presidenziale di Castelporziano. All'arrivo dell'informativa dei carabinieri i pm della procura di Roma apriranno un fascicolo d'inchiesta. 
 

Le parole del Capo dello Stato

Il presidente Mattarella, in una nota, ha ribadito la sua "condanna per atti di criminalità che colpiscono la comunità civile" e ha ringraziato i cittadini che hanno segnalato l'incendio e le squadre di soccorso dei vigili del fuoco: "grazie al loro intervento tempestivo sono state evitate gravissime conseguenze".

La tenuta di Castelporziano

Un polmone verde per Roma, un'area di tutela naturalistica e archeologica, una residenza presidenziale ereditata dai Papi e poi dai Savoia
Castelporziano, oggetto di un attentato incendiario subito domato, è una delle tenute di pertinenza della Presidenza della Repubblica, curata dal Quirinale, aperta alle visite e ai centri estivi per disabili ed anziani da Sergio Mattarella e saltuariamente luogo di riposo per il presidente. 
La Tenuta Presidenziale di Castelporziano, dista circa 25 Km dal centro di Roma e si estende su una superficie di quasi 6000 ettari comprendendo alcune storiche tenute di caccia quali Trafusa, Trafusina, Riserve Nuove e Capocotta. 
Riserva naturale dello Stato dal 1999, la tenuta si estende ormai dalla periferia della città  fino al litorale romano, comprendendo 3 Km di spiaggia ancora incontaminata, ricca di dune e di flora selvatica, un parco con la maggior parte degli ecosistemi costieri tipici dell'ambiente mediterraneo, ricco di1082 specie botaniche, e un Museo naturalistico. 


Quanto al valore storico artistico, testimoniato da un Museo Storico archeologico, nei confini della tenuta si trovano otto ville romane, tra cui quattro ville marittime residenziali, la villa di Publio Terenzio e quella del Discobolo, oltre alla villa di Plinio il giovane. 
A testimonianza del periodo sabaudo, la tenuta ospita il padiglione delle carrozze, che espone i carri utilizzati dalla corte sabauda per le cacce reali. 
 Attualmente resta con Villa Rosebery a Napoli e con il Quirinale, una delle tre residenze del Capo dello Stato, dopo che la tenuta di San Rossore fu ceduta dall'allora presidente Oscar Luigi Scalfaro alla Regione Toscana. 
Da alcuni anni, con una pausa solo nei mesi della pandemia, la tenuta ha ospitato centri estivi per 500 disabili e anziani, in collaborazione con Regione Lazio e Comune di Roma, utilizzando fondi del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica già disponibili per iniziative di coesione sociale. 
Recentemente uno studio del ministero dell'Ambiente ha calcolato che grazie ai suoi 6.000 ettari al 90 percento a foresta, l'area naturalistica assorbe "3,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2), pari a quella emessa in un anno da circa 2,8 milioni di autoveicoli".