Anziani in comunità
Anziani in comunità

Roma, 19 luglio 2021 – Aperta la prima comunità alloggio per anziani, una struttura in cui vivere insieme per sostenersi e sentirsi meno solo. Un nuovo modi di vivere insieme, lontano dal vecchio concetto di “case di riposo”. Potrà accogliere fino a dieci persone, che saranno affiancati da operatori specializzati presenti 24 ore su 24 per fare fronte a bisogni ed emergenze. “Casa Giada”, questo il nome dell'alloggio di co-housing, si trova alla Giustiniana, il quartiere dove sono l'amministrazione capitolina ha già aperto in passato altre realtà di coabitazione: “Casa Gaia” in zona Torre Gaia e "Casa delle Viole" a Monteverde.

L'obiettivo del progetto è favorire l'invecchiamento attivo, l'autodeterminazione delle persone, la valorizzazione delle caratteristiche individuali e l'inserimento nel tessuto urbano. “Abbiamo voluto affermare un percorso chiaro – spiega l'assessora alla Persona, Veronica Mammì – per potenziare il servizio di accoglienza delle persone anziane sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Con il passaggio dal vecchio modello della casa di riposo a queste nuove forme dell'abitare, andiamo a potenziare le opportunità di invecchiamento attivo delle persone, creando appartamenti dove gli ospiti possono vivere e condividere la quotidianità come in una famiglia”.

Una rete di mini comunità

Nei prossimi mesi apriranno altre mini comunità in giro per Roma, “andremo ad aumentare sensibilmente i posti a disposizione”, conferma l'assessora. Questi nuovi servizi, distribuiti sul territorio, rientrano nel progetto più ampio voluto dall'amministrazione Capitolina per superare la logica delle grandi Rsa. Verranno utilizzati nuovi immobili, tra cui quelli confiscati alla criminalità organizzata, ma al tempo stesso verranno avviati lavori di ristrutturazione sulle case di riposo esistenti per creare al loro interno comunità alloggio e mini appartamenti condivisi.

"Questa nuova apertura – dice la sindaca Virginia Raggi – rappresenta un altro importante tassello verso la riorganizzazione dell'accoglienza delle persone anziane che abbiamo fortemente voluto. Queste forme innovative di residenzialità favoriscono l'invecchiamento attivo, la valorizzazione degli ospiti e la creazione di un contesto di piccola comunità, sempre con il supporto di operatori
specializzati. Siamo orgogliosi di questo progetto che abbiamo messo a sistema, perché rimette al centro il benessere e la qualità della vita delle persone anziane".