I vicepremier Di Maio e Salvini (Ans)
I vicepremier Di Maio e Salvini (Ans)

Roma, 18 febbraio 2019 - Il quesito numero uno è sulla piattaforma Rousseau, dove oggi gli elettori a 5 Stelle suggeriranno il destino dell’alleato Matteo Salvini (l'inizio del voto è slittato dalle 10 alle 11 per problemi tecnici. Si andrà avanti fino alle 19 ndr). Il quesito numero due discende dal numero uno, ovvero se l’Italia avrà ancora un governo nel caso la base grillina voglia mandare a processo il vicepremier leghista. Salvini è indagato dal Tribunale dei ministri di Catania per «sequestro di persona aggravato» dei 177 migranti raccolti della motonave Diciotti alla quale – Piattaforma Rousseau in tilt. Slitta l'orario (e cambia il quesito)

Come funziona il voto sulla piattaforma Rousseau 

Tra i pentastellati il clima è teso. Fioccano i distinguo e i messaggi subliminali alla base. In caso di sì al referendum – fanno sapere fonti M5S – la crisi di governo sarà inevitabile. «Una cosa dovranno decidere i senatori e chi cliccherà: se quello che ho fatto è nell’interesse pubblico per difendere il mio Paese – si espone Salvini –. Penso che il giudizio popolare sia abbastanza chiaro ed evidente. Spero che non finisca come a Sanremo, dove poi è arrivata la giuria d’onore e ha cambiato il voto degli italiani».

M5s spaccato: siluro di Grillo sul quesito

De Falco: "Quesito fuorviante, sbaglieranno tanti"

In trasferta alla Maddalena per le Regionali sarde di domenica, il vicepremier ostenta sicurezza: «Dormo tranquillo». Poi esemplifica: «Non siamo al mercato del pesce. Io giocavo con le figurine dei calciatori quando andavo alle scuole elementari, e ti davo Baresi se mi davi Collovati. Adesso non è che io ti do la Tav se mi dai un pezzo di autonomie, però voti No al processo ma mi approvi la legittima difesa». Il vicepremier blandisce gli alleati: i 5 Stelle sono «compagni di viaggio rispettosi e leali, da soli non si fa mai nulla». Ancora: «Di Maio è una persona corretta, provano a farci litigare tutti i giorni e non ci riescono. Io ho dato la mia parola e la mia parola vale più del numero dei parlamentari e dei sondaggi». Sulla Tav aggiunge: con Di Maio «chiariremo da persone adulte». «Se abbiamo speso soldi per scavare un buco sotto una montagna, meglio finirlo», alza il tiro il leader del Carroccio.

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L'ennesimo weekend da contorsionisti scatena maggioranza e opposizione. Uno scenario reso ancora più magmatico dal calendario: oggi la scelta della base pentastellata su Salvini (ammesso e non concesso che in Aula i senatori 5 Stelle poi obbediscano a Rousseau); domani il voto della Giunta del Senato sulla proposta di Maurizio Gasparri (FI) di non mandare a processo Salvini; infine, entro 14 giorni, la valutazione della procura di Catania sulla posizione del premier Giuseppe Conte, del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, autodenunciatisi per corresponsabilità «politica e di governo».

Silvio Berlusconi va in tv da Barbara D’Urso e attacca: «I 5 Stelle non sanno niente di storia, di economia. Sono come i bambini dell’asilo – con rispetto per i bambini». Ancora: «È il governo più incredibile, assurdo e pericoloso per il Paese». Peggio che «nel 1994», perché « i comunisti di allora erano preparati», mentre i 5 stelle esprimono «totale dilettantismo». Nicola Zingaretti, favorito alle primarie Pd, è categorico: in caso di crisi di governo, «l’alleanza elettorale con il M5S non è il mio obiettivo politico». Aggiunge: «Il distacco dell’elettorato 5 Stelle dalla sua leadership credo sia legato alla disinvoltura su temi delicatissimi come la legalità». 

E ogni riferimento al caso Salvini-Diciotti appare voluto.