Il vicepremier Matteo Salvini (Twitter/Ansa)
Il vicepremier Matteo Salvini (Twitter/Ansa)

Roma, 22 gennaio 2019 - I vicepremier italiani contro la Francia. Dopo le affermazioni di Luigi Di Maio, che ieri accusava Parigi di sfruttare l'Africa usando "il franco delle colonie" per "finanziare il proprio debito pubblico", Matteo Salvini rincara la dose: "Il problema dei migranti ha tante cause - dice oggi a Mattino 5 - c'è chi in Africa sottrae ricchezza a quei popoli e a quel continente e la Francia è tra questi".

Ma per il ministro le responsabilità francesi sarebbero anche altre: l'Eliseo "non ha alcun interesse a stabilizzare la situazione" in Libia, "perché ha interessi petroliferi opposti a quelli italiani", sostiene il vicepremier. Dunque, sulla questione immigrazione "ha poco da arrabbiarsi perché ha respinto migliaia di uomini, donne e bambini, alla frontiera". Sintetizzando: "Lezioni di umanità e generosità da Macron non ne prendo".

Salvini ripete poi la sua ricetta. I migranti "si salvano, come ha fatto la guardia costiera libica, e si riportano indietro così la gente smetterà di pagare gli scafisti per un viaggio che non ha futuro, perché finisce o con la morte o con un'esistenza per le strade italiane", afferma il ministro dell'Interno, ribadendo la chiusura dei porti a Ong e barconi: "Più persone partono più persone muoiono. Chi vuole bene all'Africa fa di tutto perché non partano". 

CONTE: AMICIZIA CON FRANCIA NON IN DISCUSSIONE - Le accuse di Di Maio ieri avevano sollevato la reazione di Parigi. Ma a gettare acqua sul fuoco della discordia ci pensa oggi il premier Giuseppe Conte: "È legittimo interrogarsi sull'efficacia delle politiche globali che stiamo perseguendo sia a livello di Unione Europea sia a livello di Stati singoli", dice il presidente del Consiglio. Soprattutto in prossimità delle elezioni europee: "La campagna elettorale può costituire una buona occasione per confrontarsi su temi e questioni di politica europea ed estera". Ma "questo non vuol dire mettere in discussione la nostra storica amicizia con la Francia, né tantomeno con il popolo francese". Il lavoro di Roma e Parigi continua "fianco a fianco per trovare soluzioni condivise". Concetti che già aveva espresso questa mattina il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, oggi a Bruxelles: ai toni di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini e a quelli della Francia "ci dobbiamo abituare", perché fanno parte "del dibattito che ci accompagnerà verso le elezioni"

E sull'Africa il premier gira la palla all'Unione europea. "Deve battere un colpo e intervenire coralmente per sostenere più adeguatamente lo sviluppo economico e sociale dei Paesi africani. Tra gli strumenti utili a perseguire questo obiettivo vi è il Trust Fund per l'Africa, il cui finanziamento risulta del tutto inadeguato. Occorre impiegare maggiori risorse e dedicare maggiori energie a un Continente che deve essere messo in condizione di esprimere appieno le sue enormi potenzialità".