Il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Roma, 20 aprile 2019 - Ancora alta la tensione tra Lega e Movimento 5 Stelle dopo i botta e risposta di ieri tra le due forze di governo sul caso Siri e il decreto salva-Roma. Ultimo fronte aperto quello legato all'assunzione da parte di Giorgetti del figlio dell'imprenditore Arata a Palazzo Chigi.

INTERVISTA A CONTE - Dalle pagine del Corriere della Sera, in un'intervista, il premier Conte, alla domanda sul futuro di Armando Siri, e se il sottosegretario leghista sia in procinto di lasciare il governo risponde “completerò presto la valutazione e la decisione verrà adottata nei prossimi giorni". "Questo è un governo del cambiamento – aggiunge Conte -. E ho sempre cercato di rimarcare che non si tratta di una formula vuota, ma di una manifestazione programmatica per ridurre la sfiducia e il distacco dei cittadini dalle istituzioni. Dare importanza all'etica pubblica significa vincolare tutti i componenti del governo a agire con 'disciplina e onore', come pretendono la Costituzione e i cittadini. Siamo di fronte a un semplice avviso di garanzia, per accuse delle quali, allo stato, so quanto sanno tutti". “Una decisione – continua il premier - sarà presa dopo avergli parlato nei prossimi giorni, per avere altri elementi di valutazione nel rispetto dei diritti dell'interessato, che come prima cosa ha il diritto ma anche il dovere di conferire con il suo Presidente”. Conte aggiunge, però, che “se emergesse che Siri è stato latore di un interesse privato e non generale, sarebbe una questione grave a prescindere da dazioni e promesse di pagamento”.

E all'idea che Salvini diventi premier in caso di un exploit della Lega, Conte frena: “Salvini ha una vita davanti a sé per fare il premier, se e quando si creeranno le condizioni. Non in questa legislatura”. Dopo le Europee il governo “vivrà, non sopravviverà. Se dovesse solo vivacchiare, dovremmo tutti trarne le necessarie conseguenze, io per primo”.

LE PAROLE DI DI MAIO - "La Lega deve spiegare". "L'innocenza la decidono i giudici, non la politica. Quello era Berlusconi". Il vicepremier dei 5 Stelle Luigi Di Maio interviene così sul caso che riguarda il sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione. "Sarebbe opportuno che la Lega lo mettesse in panchina per un po'" aggiunge. E per quanto riguarda la questione dell'assunzione del figlio di Arata a palazzo Chigi. "Nelle prossime ore chiederò a Salvini e Giorgetti un chiarimento a livello politico. Prima di arrivare a delle conclusioni devo parlare con loro" spiega Di Maio.

Ma il vicepremier puntualizza anche che “Il Governo non è a rischio, anzi". "Per me va avanti – afferma -: perchè quando lavoriamo da squadra funzioniamo bene". Mentre "il problema – secondo il leader M5S - nasce quando qualcuno si muove in autonomia, come se governasse da solo". "Certe decisioni, indipendentemente dalle competenze - ammonisce Di Maio all'indirizzo di Salvini- vanno prese collegialmente perchè hanno una ricaduta su tutto il territorio. I ministeri non sono casa nostra. Non è che possiamo usarli per fare campagna elettorale".

M5S: LEGGE SUL CONFLITTO D'INTERESSI - "Presto presenteremo una proposta di legge sul conflitto d'interessi". E' quanto spiegano fonti parlamentari del Movimento 5 Stelle a conferma di quanto anticipato dal Corriere della Sera. Una iniziativa che sarebbe sostenuta con forza dallo stesso Luigi Di Maio per accelerare in direzione di una delle 'norme bandiera' del Movimento e che rappresenta anche una sfida a Pd e Lega: "Vediamo se lo voteranno", aggiungono.E' quanto spiegano fonti parlamentari a conferma di quanto anticipato dal Corriere della Sera. Una iniziativa che sarebbe sostenuta con forza dallo stesso Luigi Di Maio per accelerare in direzione di una delle 'norme bandiera' del Movimento e che rappresenta anche una sfida a Pd e Lega: "Vediamo se lo voteranno", aggiungono.