Mercoledì 22 Maggio 2024

Medicina senza numero chiuso, le ragioni del sì: "Pochi dottori, servono rinforzi"

Fantappiè (Uil Toscana): migliora la sanità pubblica

Firenze, 24 aprile 2024 – Già qualche giorno fa era intervenuto a margine di un’iniziativa dell’Asl Toscana Centro, che ha deliberato un incentivo di 5mila euro in più all’anno per i medici dei reparti di pronto soccorso, da lui liquidato come "spot". Il segretario generale Uil Toscana, Paolo Fantappiè invoca da tempo politiche strutturali di lungo periodo, fra cui l’abolizione del test a numero chiuso per l’accesso a Medicina. "Siamo di fronte a una carenza di medici e personale sanitario mai così grave: solo per farle un esempio, nell’Asl Toscana Centro, nei reparti emergenziali, mancano 57 medici. Si sta cercando di tamponare la falla incentivando gli straordinari e ricorrendo ai ‘medici a gettone’, con l’unico risultato che aumentano a dismisura i costi per la sanità pubblica e peggiora la qualità dei servizi al cittadino".

Perché lo stop al numero chiuso può essere la soluzione?

Paolo Fantappiè
Paolo Fantappiè

"Sono due le azioni da compiere subito: aumentare le assunzioni di personale sanitario, sbloccando vincoli istituiti in precedenza come i limiti al turnover, e rimuovere la strozzatura del numero chiuso".

Cos’è cambiato?

"Venticinque anni fa c’erano le code nei concorsi pubblici per il personale ospedaliero, ora i bandi risultano in gran parte deserti. Siamo sicuri che un test in cui si richiede lo scibile umano sia un efficace mezzo di selezione? Non lo è, piuttosto, il percorso pluriennale universitario?".

Eppure, il prof Walter Ricciardi, docente alla Cattolica ed ex consigliere del ministro Speranza durante l’emergenza Covid, ha tuonato contro il testo base varato in Senato, sostenendo che ‘già oggi abbiamo il numero più alto di medici e ne abbiamo fatti andare all’estero 130mila negli ultimi 20 anni’.

"Sono d’accordo con lui sulla necessità di pagare meglio tutto il personale sanitario, ripristinando turni di lavoro sopportabili ed evitando il rischio di burnout cui medici, infermieri e oss sono costantemente esposti. Ma per fare questo occorre aumentare il personale a disposizione, altrimenti salta tutto".