Roma, 17 giugno 2018 - Si accendono i riflettori sul caso riders, dopo che il governo giallo-verde ha reso noti i contenuti del decreto - salario minimo, ferie, niente cottimo - che riguarda i ciclo-fattorini del food delivery. E domani alle 14 il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, incontrerà i rappresentanti delle aziende (Foodora, Deliveroo, JustEat, Glovo e Domino's pizza) per affrontare lo scottante problema.

Alle dure critiche di Foodora, che minaccia di lasciare l'Italia e parla di una "demonizzazione della tecnologia che ha dell'incredibile, quasi medievale", Di Maio ha comunque già replicato su Facebook: "Se lavoriamo insieme l'Italia diventerà il modello da seguire per le attività legate alle imprese che operano su piattaforme digitali. Ma sia chiaro. Non si accettano ricatti. I nostri giovani prima di tutto".
Il governo, continua, vuole "favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare" queste attività. "Ma ho il dovere di tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore. I riders oggi sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato". 

A questo punto arriva la controreplica di Foodora: "Siamo contenti che adesso il Ministro dichiari di voler favorire la crescita delle attività della Gig economy - dice il ceo di Foodora Italy, Gianluca Cocco, 31 anni come Di Maio - Ascolteremo con grande interesse le sue proposte per la crescita. La tutela dei rider è la nostra priorità da sempre, insieme a quella di far crescere l'azienda. Lo abbiamo dimostrato con i fatti dal 2015, garantendo le tutele più elevate del settore".
E continua: "Credo che la migliore tutela per questi ragazzi sia quella di offrire un mercato del lavoro attivo e vivace, pieno di opportunità e con le tutele massime possibili, sempre tenendo a mente la sostenibilità del modello in un quadro normativo omogeneo a livello nazionale e uguale per tutti".

image

E dal comizio a Cinisello Balsamo, nel Milanese, arriva l'ok di Matteo Salvini al collega pentastellat: "Do il mio totale sostegno a Di Maio che ha detto alle multinazionali che devono smettere di trattare lavoratori e lavoratrici come numeri da consumare. Ha il mio totale sostegno su questo". Alle multinazionali il ministro dell'Interno manda poi a dire: "basta trattare i nostri lavoratori come pezze da piedi: sono vergogne che faremo di tutto per evitare".